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"Videocracy", l'anti-cultura della tv italiana

Un documentario provocatorio ma veritiero, che ha raccolto un consenso unanime: "Videocracy", realizzato dal regista Erik Gandini, racconta l'ascesa dell'impero costruito da Silvio Berlusconi e dei costumi sempre più degradati all'interno del nostro sistema televisivo.

Il documentario, presentato ieri al Festival di Venezia e per il quale è stata aggiunta a quella prevista un'altra proiezione in tarda serata per l'alto numero di spettatori, aveva destato la curiosità nei giorni precedenti, poichè il trailer era stato censurato sia sulle reti Rai che su quelle Mediaset.

Il film si apre con le immagini anni '70 in bianco e nero di un canale privato. Un bar usato come studio, telespettatori ai queli venivano sottoposti alcuni quiz. E se la risposta era esatta, una casalinga si esibiva in uno spogliarello. Ad oggi il presidente di quella tv è il Presidente del Consiglio: fra le reti regna la cultura delle veline, delle scollature, dei perizomi e degli scandali.

E a proposito di scandali, una parte di "Videocracy" è dedicata alle interviste di due personaggi che del gossip ne hanno fatto il loro pane quotidiano, Lele Mora e Fabrizio Corona. Il primo, il cui credo è quello di Benito Mussolini e la cui ammirazione va a Berlusconi, ammette: "Prendo persone che non sono nessuno, le faccio crescere e diventare persone dello spettacolo". Il secondo, che non si è presentato all'anteprima a Venezia, nel documentario si definisce un Robin Hood moderno che ruba ai ricchi per dare a sè stesso.

"Per noi italiani - ha dichiarato Gandini, italiano trapiantato in Svizzera - la parola televisione non si riferisce solo all'apparecchio in sè, è molto di più, è un'entità influente e mistificata con un ignoto e inquietante potere, trapelato ormai in quasi tutti gli aspetti della vita, del sogno e naturalmente della politica, quasi come un mostro".

"Videocracy" è stato definito da molti una sorta di film dell'orrore, che però rende consapevoli le persone di una status al quale si è abituati da troppo tempo. E il lavoro di Gandini è stato ampiamente apprezzato perchè propositivo, perchè segnala che ormai è ora di cambiare.

Guarda il trailer di "Videocracy"

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