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Verdone: il cinema, la tv e Berlusconi

Alla vigilia della cerimonia dei David di Donatello, Carlo Verdone fa il punto sul cinema italiano, che secondo il comico non ha bisogno di medicine, 'bensì di un medico premuroso che voglia bene al paziente e che si prenda cura del caso'. Quest'ultimo, dice Verdone, non è da cercare nella figura del premier Silvio Berlusoni.

'Berlusconi è un ottimo medico per la televisione, ma per il cinema no, penso che non gliene importi niente' ha dichiarato il protagonista di 'Viaggi di nozze' nel corso della puntata della trasmissione di La7 'Effetto domino'. La malattia dunque non riguarda il cinema in particolare, ma la cultura nel nostro paese, che secondo Verdone sta molto male.

'La vedo malata perchè esiste un grande equivoco: si sta confondendo - sottolinea l’attore e regista - la cultura con l`intrattenimento e quindi è molto complicato per le nuove generazioni capire cosa è veramente valido e cosa è effimero'. Una delle soluzioni applicabili, suggerisce, è pensare all'insegnamento di storia del cinema nelle scuole superiori: 'Si può anche studiare la storia d`Italia, la si può studiare anche attraverso film importantissimi, da Blasetti a Rossellini'.

Invece ad oggi purtroppo la cultura viene assorbita prevalentemente dalla televisione che - dice Verdone - 'ci sono molti brutti esempi e poche cose buone'. Quando si parla di prossimo David di Donatello alla carriera, l'artista ha concluso ironicamente: 'E' una presa in giro: io sto ancora lavorando. Datemelo quando salirò sul palco appoggiandomi a qualcuno e mi tremerà la statuetta in mano'.

Foto da cinetivu.com

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