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Venuto al mondo: Penelope Cruz madre 'coraggio' per Sergio Castellitto

  • Ufficio Stampa Film

Sofferta e consumata da una vita poco generosa, il volto carico di ricordi e scavato dal tempo. Torna così la Penelope Cruz che Sergio Castellitto aveva imbruttito e invecchiato per il pubblico di Non ti muovere, e oggi come allora si affida alla coppia – nella vita e sul set – Castellitto-Mazzantini. Ancora una volta un romanzo, il terzo dell’autrice di Non ti muovere, il secondo a riportare la Cruz nella famiglia del regista romano. Venuto al mondo arriva in sala l’8 novembre, dopo aver approfittato della vetrina del Toronto Film Festival, ma la sua storia comincia molti anni fa, quando Margaret Mazzantini si avventura per la prima volta nella Sarajevo sopravvissuta alla guerra.

Le foto di Venuto al mondo

“Questo film è stata un'avventura umana non solo un'esperienza professionale– racconta Castellitto – Sarajevo è una città ancora ferita, in cui vittime e carnefici oggi passeggiano insieme, dove tutto è ancora acceso. Da qui sono partito per raccontare questa storia d’amore immensa e dilaniante”. Una storia di “sommersi e salvati” come ama definirla, imbastita sul filo della memoria attraverso il viaggio di Gemma che arriva Sarajevo con suo figlio Pietro (Pietro Castellitto). Da lì, diciannove anni prima in pieno conflitto, era partita con Pietro appena nato e lasciando in quelle terre un marito, Diego (Emile Hirsch), che non avrebbe mai più rivisto. Venuto al mondo è la storia di un amore folle, immenso, potente forse non abbastanza per Gemma ossessionata dal desiderio di avere un bambino che non potrà mai concepire.

“Il personaggio di Gemma non è politically correct, lo sapevo sin dall'inizio ma non ho mai avuto paura di questo. – spiega la Cruz che ne restituisce una superba interpretazione – Quando decido di accettare un ruolo non mi chiedo mai cosa avrei fatto al posto suo, cerco invece di capire la sua e le sue azioni. Non credo che Gemma sia il tipo di donna che da piccola gioca con le bambole e sogna di avere un bambino, lei arriva a questa necessità solo dopo aver conosciuto Diego, dopo essersene follemente innamorata”. Una donna complessa e autodistruttiva, carnale, piena di sfumature e che nessuno potrebbe descrivere meglio di una delle sue battute: “Voglio un lucchetto di carne”. Il film sarà distribuito in sala da Medusa in 350 copie.

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