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Venezia si anima con Pinocchio e le eterne note di Dalla

  • Luckyred

Nelle sale arriverà a natale, ma l'atteso Pinocchio di Enzo D'Alò ha già incantato in anteprima mondiale con la sua magia Venezia di cui ha inaugurato le Giornate degli Autori. La favola dell'autore de La gabbianella e il gatto commuove per l'atteso lirismo delle immagini e per l'ultimo, inconsapevole, addio di Lucio Dalla che ne compose le musiche originali.

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"Appena entrato in casa, Geppetto prese subito gli arnesi e si pose a intagliare e fabbricare il suo burattino. Che nome gli metterò? - disse fra sé e sé -. Lo voglio chiamar Pinocchio. Questo nome gli porterà fortuna? Quando ebbe trovato il nome al suo burattino, allora cominciò a lavorare a buono, e gli fece subito i capelli, poi la fronte, poi gli occhi?": iniziava così la fiaba eterna di Carlo Collodi che D'Alò ha riletto e riportato sul grande schermo. Realizzato con un'animazione originale, un nuovo software canadese, che era stato utilizzato finora solo per La principessa e il ranocchio, il Pinocchio di D'Alò, che per la sceneggiatura si è affidato ad Umberto Marino, sarà fedele al romanzo originale, ma si concentrerà di più sul divario generazionale tra padre e figlio, l'uno ingenuo e apprensivo, l'altro felicemente ribelle.

L'opera, dalla lunga gestazione (oltre quattro anni di lavorazione), non farà fatica a ri-conquistare il pubblico con il suo burattino furbetto e anarchico che vuole solo godersi la vita senza troppi pensieri. Ma a catturare l'attenzione ci penseranno anche i disegni dell'illustratore Lorenzo Mattotti, le voci di Rocco Papaleo (Mangiafoco) e Paolo Ruffini e le opere di Rossini nelle straordinarie musiche di Lucio Dalla. L'artista, che voleva che il tema risultasse popolare, aveva lavorato agli arrangiamenti di Roberto Costa, registrato la colonna sonora a Bologna e duettato con il compagno Marco Alemanno le strofe della canzone principale.

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