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Venezia: la nuova Mostra di Barbera riparte dalla giuria

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La Mostra del Cinema di Venezia 2012 si rigenera dalla giuria: il direttore Alberto Barbera, tornato alla guida del festival dopo la gestione di Marco Müller durata ben otto anni, ci ha tenuto a mettere insieme un ineccepibile gruppo di giurati. Guidati da Michael Mann, Presidente della Giuria del Concorso ufficiale, che vedrà in corsa per il Leone d'oro diciotto opere, cineasti e personaggi del mondo dello spettacolo si affiancheranno per assegnare gli ambiti premi di una delle maggiori manifestazioni cinematografiche insieme a Cannes e agli Oscar.

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Autore di successi cult come Heat - La sfida del 1995 Michael Mann non è nuovo al Lido: nel 2004 aveva presentato fuori concorso il suo grigio, ma solo per le tonalità, Collateral con Tom Cruise e Jamie Foxx e aveva presenziato all'edizione 68, quella dello scorso anno, accanto alla figlia Ami Canaan, in concorso con il suo secondo lungometraggio, Le paludi della morte.

"Diretti" dal regista americano gli otto giurati si dividono in egual misura in una compagine femminile e maschile che accumula firme prestigiose della scena artistica internazionale. Tra le figure femminili spiccano personaggi habitué dei maggiori festival europei: l'artista serba Marina Abramovic, che nel '97 aveva conquistato a Venezia il Leone d'Oro alla Biennale d'Arte, dalla Francia arrivano la modella Laetitia Casta e la regista Ursula Meier, che con Sister si è aggiudicata alla Berlinale 2012 l'Orso d'Argento Speciale, e infine l'attrice britannica Samantha Morton, a Cannes con Cosmopolis di David Cronenberg.

Più varia invece la parte maschile della giuria, formata da quattro registi su quattro: l'italiano Matteo Garrone, che con il suo ultimo Reality (2012) ha conquistato il suo secondo Premio Speciale della Giuria al Festival di Cannes, l'hongkonghese Peter Ho-Su Chan, l'israeliano Ari Folman e l'argentino Pablo Trapero.

Alla giuria spetta l'arduo compito d'individuare i diversi film, autori e interpreti meritevoli di riconoscimenti. E già si prevedono le solite polemiche sulle scelte che non mancano mai di far discutere. L'ultima risale al 2010 quando la giuria presieduta da Quentin Tarantino assegnò il Leone d'Oro al discusso Somewhere di Sofia Coppola, ex fidanzata del regista pulp. Mann e la giuria dovranno avere un occhio imparziale nella selezione dei vincitori se non vorranno che il nuovo corso della Mostra inaugurato da Barbera parta con la classica querelle di turno.

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