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Venezia, il regista di "Venti sigarette" contro tutti

Quando al cinema si toccano corde delicate, come quelle di un attentato, la polemica purtroppo è inevitabile: a Venezia con l'autobiografico 'Venti sigarette', il regista Aureliano Amadei parla della sua esperienza da sopravvissuto a Nassirya, e confessa che alcuni vorrebbero bloccare l'uscita del film.

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'Volete una notizia? Eccola. Mi è stato detto che recentemente persone vicine al ministero della Difesa hanno chiesto ai genitori delle vittime di protestare per bloccare il mio film. Per fortuna io che conosco molti di loro mi hanno detto che lo vedranno prima di giudicare' ha dichiarato Amadei in conferenza, accompagnato dai protagonisti Carolina Crescentini e Vinicio Marchioni.

Quest'ultimo nella pellicola interpreta proprio Aureliano, che a 28 anni partì per Nassirya come aiuto regista di Stefano Bolla, intenzionato a girare un documentario sulla vita dei soldati in Iraq. Il titolo del film corrisponde al pacchetto di sigarette che Aureliano non ebbe neanche il tempo di fumare, perchè un'autobomba mise fine alla vita di Bolla e di 18 soldati italiani; lui se la cavò per miracolo con una caviglia distrutta, un timpano perforato e schegge in tutto il corpo.

'In Italia - ha aggiunto Marchioni - non si sa nulla di quello che accade in Iraq: nelle settimane successive all'attentato, nei tg ci sono state molte notizie omesse e un'orgia di retorica che non ha permesso agli italiani di riflettere più a fondo sulla verità mentre si è continuato a parlare di un'infinta serie di missioni di pace'. Ma non tutti, naturalmente, sono d'accordo con lui.

A negare di aver ricevuto pressioni da parte del Ministero della Difesa sono anzitutto i parenti delle vittime, i quali vogliono solo che 'Venti sigarette' rispecchi la verità dei fatti. Le parole di Amadei sono state smentite anche dal sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto, e dal co-autore del film Marco Intravaglia, figlio di una delle vittime.

'Il Ministero non ha fatto nulla, però - aggiunge Intravaglia - è vero che la gente ha scoperto molto dopo, con l'apertura delle inchieste, le cose che non andavano e che non dovevano essere in quello stato'. Insomma, Amedei contro tutti. E se il regista avesse detto la verità, certe cose in Italia non si vengono mai a sapere.

Foto da La Presse

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