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"Up": la Disney-Pixar "scrittura" un vecchietto

E' tempo di innovazione in casa Disney: se la scelta di una fanciulla di colore in "La principessa e il ranocchio" ha sollevato non poche polemiche, c'è da scommettere che l'affiliata e geniale Pixar non ha sbagliato scegliendo un protagonista quasi ottantenne per il nuovo lungometraggio "Up".

La pellicola aprirà il Festival di Cannes il prossimo 13 maggio ma per vederlo nelle sale italiane, anche in versione 3D, bisognerà attendere il 16 ottobre 2009. La storia è quella di Carl Fredricksen, che alla morte della moglie decide di realizzare il sogno della sua vita: così attacca una miriade di palloncini alla sua casetta che si innalza nel cielo e vola fino a Paradise Falls. Il suo compagno di viaggio sarà un simpatico bimbo di otto anni che prima della partenza si era nascosto in casa di Carl.

La Pixar, giunta al suo decimo lungometraggio, decide di fondere il sogno con la realtà, affidando il lungometraggio alla figura di una persona anziana nel vero senso della parola, con tutti i pregi e i difetti che contraddistinguono la terza età. Cosa ha spinto i creativi della casa di produzione a scegliere Carl?

"Sapevamo che l'idea in sé era rischiosa - ha dichiarato il regista Pere Docter a Repubblica - ma in realtà i vecchi scorbutici godono di una ricca tradizione. L'avere come protagonista un anziano bisbetico è interessante, offre una miriade di possibilità di divertimento per il pubblico, anche giovanissimo. E poi non l'aveva ancora fatto nessuno: e uno dei nostri capisaldi, qui alla Pixar, è il non tornare mai sui nostri passi".

Visti i capolavori che hanno costellato la carriera della Pixar, prossimamente consacrata con il Leone d'oro alla carriera al Festival di Venezia 2009, aspettiamo che critica e pubblico acclamino un ennesimo capolavoro dell'animazione moderna.

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