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"Up in the air", un esplosivo George Clooney

 di Marta Marrucco

Non è solo il sex symbol hollywoodiano per eccellenza: George Clooney è anche un grande attore, e lo dimostra ancora una volta in "Up in the air", deliziosa pellicola diretta da Jason Reitman. Oggi il divo e il regista hanno presentato il film in anteprima al Festival Internazionale del Film di Roma.


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"Up in the air" ("Tra le nuvole" il titolo in italiano) è un film ben scritto, mai scontato, esilarante grazie ai dialoghi scoppiettanti e all'innegabile bravura di Clooney; ma è anche un film dal retrogusto amaro che affronta una dolorosa tematica attuale, quella della crisi finanziaria che costringe le aziende a licenziare in tronco i dipendenti.

Clooney infatti interpreta Ryan Bingham, un tagliatore di teste aziendale, ossia colui che si occupa dei licenziamenti dei dipendenti in varie città degli Stati Uniti. Ryan è soddisfatto della sua vita, che trascorre per la maggior parte del tempo in aereo e in alberghi di lusso: tutto ciò che gli serve è nel piccolo trolley che porta sempre con sè, ma è una persona incapace di creare un qualsiasi legame affettivo con le altre persone.

La sua routine sarà stravolta da due donne: la prima, interpretata dall'affascinante Vera Farmiga, è una viaggiatrice "solitaria" come lui ma che col tempo si rivelerà una storia diversa dalle altre; la seconda, alias la giovane e brava Anna Kendrick, è una ottimizzatrice aziendale che suggerisce al boss di Ryan di licenziare le persone tramite internet. In tal caso, il protagonista dovrà riunciare al suo amato stile di vita privo di radici.

Il personaggio di Ryan dovrebbe risultare insopportabile a causa del suo impiego, ma Clooney riesce a renderlo ironico e affascinante: il protagonista è solo, ma verso la fine del film si rende conto, citando una sua battuta, che "tutti nella vita hanno bisogno di un co-pilota": "Ryan è molto diverso da me, io conduco una bella vita, mi circondo di persone che mi vogliono bene" ha dichiarato l'attore in conferenza. "Ma allo stesso tempo sono riuscito a identificarmi con faciltà, credo sarà lo stesso per gli spettatori".

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"'Up in the air' traccia il ritratto odierno della situazione lavorativa negli Stati Uniti" spiega il regista Reitman, che due anni fa vinse il Festival di Roma grazie alla pellicola "Juno". "C'è un tale attaccamento alla tecnologia che non guardiamo più le altre persone negli occhi. Avevo in mente questa sceneggiatura da sette anni, prima che si scatenesse la crisi finanziaria - prosegue - ma il film, prima di questo, parla della necessità di intrattenere rapporti umani".

Clooney è giunto nella Capitale direttamente da Sulmona, dove sta girando una pellicola sul terremoto in Abruzzo accanto a Violante Placido: "Realizzare un film da quelle parte non solo regala opportunità lavorative alle persone che vivono da quelle parti, ma è anche un modo per lasciare i riflettori accesi su una tragedia della quale non bisogna dimenticarsi tanto in fretta".

 (foto © LaPresse)

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