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"Ultimo tango a Parigi": violenza sessuale a Maria Schneider, la rivelazione di Bernardo Bertolucci

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di Mariangela Di Serio

Rivelazione schok di Bernardo Bertolucci su “Ultimo tango a Parigi”, film per il quale fu nominato all’Oscar come miglior regista nel 1974. La pellicola che fece scalpore all’epoca per le sue scene di sesso particolarmente esplicite non finisce di stupire.

Reduce dal successo di Presidente della Giuria internazionale del Concorso Venezia 70, Bernardo Bertolucci ha confessato di aver girato la famosa scena in cui Marlon Brando usa il burro per avere un rapporto anale con Maria Schneider, che all’epoca aveva solo vent’anni, senza il consenso da parte dell’attrice. “L’idea è venuta a me e a Brando mentre facevamo colazione - ha rivelato Bertolucci- a un certo punto lui ha cominciato a spalmare il burro su una baguette, subito ci siamo dati un’occhiata complice”.

Guarda le foto più belle di Maria Schneider:

Così il regista cerca di spiegare la sua scelta : “Abbiamo deciso di non dire niente a Maria per avere una reazione più realistica, non di attrice ma di giovane donna. Lei piange, urla, si sente ferita. E in qualche modo è stata ferita perché non le avevo detto che ci sarebbe stata la scena di sodomia e questa ferita è stata utile al film. Non credo che avrebbe reagito in questo modo se l’avesse saputo. Sono cose gravi ma è anche così che si fanno i film: le provocazioni a volte sono più importanti delle spiegazioni. E’ anche in questo modo che si ottiene un certo clima, non saprei come altrimenti. Maria aveva vent’anni. Per tutta la vita è stata rancorosa nei miei confronti perché si è sentita sfruttata. Purtroppo succede quando si è dentro un’avventura che non si comprende, lei non aveva i mezzi per filtrare quello che succedeva. Forse sono stato colpevole ma non potranno portarmi in tribunale per questo”.

L’attrice, prima di morire due anni fa per un cancro ai polmoni, aveva rilasciato nel 2007 un’intervista al Daily Mail in cui dichiarava:”Quella scena non era prevista nella sceneggiatura. Io mi sono rifiutata, ma poi non ho potuto dire di no. Avrei dovuto chiamare il mio agente o il mio avvocato perché non si può obbligare un attore a fare qualcosa che non è nella sceneggiatura. Ma all’epoca ero troppo giovane, non lo sapevo. Così fui costretta a sottopormi a quella che ritengo essere stata una vera violenza. Le lacrime che si vedono nel film sono vere. Sono lacrime di umiliazione”.

Guarda la scena del film:

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