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Tutto parla di te: Charlotte Rampling al Festival di Roma per Alina Marazzi

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Ama il cinema italiano da Gianni Amelio a Paolo Sorrentino, ha affascinato registi come Visconti, Griffi, Cavani – fu proprio il suo controverso Il portiere di notte a regalarle fama e a farne da lì in poi un’icona – ma se potesse della sua vita “le piacerebbe cambiare tutto” come ha già fatto una volta. Oggi ha 66 anni, il suo fascino è rimasto immutato, e nel suo incedere british Charlotte Rampling arriva al Festival di Roma 2012 per interpretare un personaggio severo e dimesso in Tutto parla di te, esordio alla finzione di Alina Marazzi (Vogliamo anche le rose). La Rampling è Pauline, una donna ambigua che torna a Torino dopo cinquant’anni per portare avanti delle ricerche sui problemi delle madri afflitte da depressione post partum; ad aiutarla una vecchia amica, direttrice di un Centro per la maternità.

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Qui il suo destino incrocerà quello di Emma (Elena Radonicich), neo mamma abituale paziente del Centro, misteriosa e scostante creatura. Il suo incontro con Alina è avvenuto in modo quasi naturale: “Mi interessava molto l’idea di fare un viaggio con la regista e di lavorare con Alina perché lei guarda il mondo in una determinata maniera, mi piace il modo in cui lei lo guarda attraverso gli occhi di un documentarista, attraverso lo sguardo particolare che ha sui materiali d’archivio. – racconta l’attrice – È un menage ricco di potenzialità partendo dal raccontare le memorie e la storia in maniera molto diversa. Da attore devi entrare a far parte del mondo del regista e Alina mi consentiva di entrare a far parte del suo mondo in maniera diversa ad esempio dalla femme fatale che avevo interpretato in passato, facendo emergere quello che è dentro di te è che magari è ignoto agli occhi degli altri”.

A breve la Rampling tornerà al cinema con un film I, Anna in cui recita per il figlio Barnaby Southcombe “che è riuscito – dice – a sopravvivere a un’infanzia tremenda con una madre terribile, cosa che lui ha risolto infilandomi in questo film”, dove avrà un ruolo problematico e complesso non meno di quello che interpreta in Tutto parla di te. Un'opera importante che svela un tabù della maternità, il lato più nascosto e conflittuale perché essere madri “è una cosa che terrorizza, tutte le madri hanno paura, è naturale. Non è come in un film di propaganda in cui tutto è bello tutto è gioia, è dare sangue, lacrime, sudore, è paura”.

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