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Tutti i rumori del mare: l'intimità di Brugia

  • Locandina ufficiale

di Antonella Dilorenzo

Il signor X non è un uomo come gli altri, è tanti uomini, ha tante vite, ma nessuna gli appartiene. Ha scelto di “esserci e non esistere”. Protagonista di un passato burrascoso, ha deciso di cancellarlo e rimettersi a condizione di vita – se così può chiamarsi - alternativa. Ha numerosi passaporti, ma nessuno racconta la sua identità, la sua vita, quella che ora lo sta cercando e lo sta assalendo con i ricordi, gli incubi, la malinconia, la nostalgia. Ha un lavoro. Trasporta. “Cose e persone”. Ignora il contesto, parla poco, proferisce parola in rare occasioni, quando è strettamente necessario. È privo di emozioni.

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È uscito il 24 agosto nelle sale italiane, Tutti i rumori del mare, il primo lungometraggio del regista Federico Brugia, già direttore e autore di noti spot pubblicitari italiani.

Guarda le foto di Malika Ayane alla presentazione del film

Le vicende del film si snodano intorno alla figura di un trasportatore , interpretato con grande professionalità e talento dall’attore Sebastiano Filocamo, formatosi tra teatro e cinema. È l’entità di X a dare il giusto ritmo, ad essere il filo conduttore di una pellicola riflessiva, profonda, che ti lascia con un senso di pienezza, di incertezza, ma anche di convinzione che il talento, soprattutto quello cinematografico, non si compra. L’opera prima di Federico Brugia è un groviglio di emozioni, di sentimenti, di sensazioni che necessitano di tempo per essere ben metabolizzate. È un film impegnato che ha, senza esitazione, posto davanti al pubblico la serietà che c’è dietro questa grande pellicola.

Girato tra l’Italia e l’Ungheria, Tutti i rumori del mare ripercorre le vicende del signor X, membro di un’organizzazione criminale, alle prese, questa volta, con il trasporto di una ragazza, Nora, che da Budapest dovrà essere portata in Italia per essere avviata alla prostituzione, ma nel tragitto qualcosa va storto. Nora deve essere abbandonata e il trasportatore riceve l’ordine di ammazzarla. Il signor X si trova in difficoltà. Non è più l’uomo freddo, matematico che era stato fino ad allora, ma comincia a provare emozioni. Nora è diversa dalle altre ragazze che ha trasportato. Anche lei parla poco, ma si esprime con gli occhi, quelli di un bambino che per la prima volta scopre il mondo.

Anima della storia è l’insistenza del racconto delle vicende, in soggettiva, con la voce fuori campo, del signor X, che riporta in pensieri, in una dimensione intima, quello che nel tempo del racconto non riesce a dire con le parole. Questa trasposizione ricorda, a tratti, la formula scelta in “Le conseguenze dell’amore” da Paolo Sorrentino. Ma parliamo di due capolavori diversi.

Eccellente la fotografia.

La luce grigiastra, sbiadita, ovattata, fatta di colori sopiti, ma allo stesso tempo chiari e definiti, sono il sinonimo di una linea labile, a volte nitida e a volte schiarita, che si dimena tra due situazioni, la vita reale, vissuta, non voluta, e la vita sognata, che era, desiderata.

Lodevole il suono.

La sigaretta che brucia, la banconota che si strappa, i passi sulla neve, quei rumori che per noi spesso sono estranei e che ci appartengono, qui diventano il perno attorno a cui ruota la scena. Ci portano in un’atmosfera completa che ci attornia di suoni e odori. Come fa la sigaretta quando brucia? Qual è il rumore di una banconota che si strappa? E qual è il rumore del mare?

Sono i particolari che fanno la differenza in questo film, curati scrupolosamente. Sono i dettagli, il cuore di questa pellicola italiana, una delle poche spendibile anche all’estero. Si, perché Federico Brugia, volendolo o no, ha creato un’opera eclettica, dal sapore internazionale, con una modalità di racconto e una maniera di esprimere le emozioni, comune a tutte le razze. L’internazionalità è data anche dai luoghi scelti, come la solitudine di alcune distese dell’Ungheria, e dal cast: molti attori sono stranieri come Orsi Tóth, Benn Northover, Cat Marlon, Zsolt Arpad Meszaros, Janos Papp, Zsolt Anger, Mimmo Craig, Torkoly Levente, Kriszta Czifra.

Tra gli italiani, oltre al protagonista Filocamo, spiccano due camei, quello di Rocco Siffredi, noto porno attore, e quello della cantante Malika Ayane, moglie dello stesso regista Brugia, nonché autrice della colonna sonora di coda del film, dall’album Grovigli del 2011.

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