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Tulpa: nuovo horror per Federico Zampaglione

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Continua la carriera cinematografica di Federico Zampaglione, noto frontman dei Tiromancino, che è ormai alla terza divagazione cinematografica dopo "Nero bifamiliare" e "Shadow". Per il suo nuovo film, "Tulpa", il regista romano ha però deciso di virare verso il giallo, genere che ama e che in Italia l’ha fatta da padrone negli anni ’60 e ’70, ma che ultimamente ha un po’ fatto perdere le sue tracce, confluendo nel thriller e nell’ horror.

Proprio per sottolineare questo gusto vintage, la pellicola è ambientata all’Eur, quartiere di Roma che per Zampaglione “è un posto sospeso nel tempo, ha un po' un sapore anni '70 che è rimasto intatto nelle sue geometrie. Sono uffici pieni di gente che lavora, un aspetto lontano da quello della Roma che vediamo nei film, quella di Prati, del Colosseo. All'Eur invece ci sono grandi spazi. E di sera diventa una zona molto torbida. C'è poca gente in giro per strada. C'è una desolazione inquietante, ti dà l'impressione che ci sia una vita sotterranea. Anche gli ambienti sono rimasti a quell'epoca. Sembra una scenografia di quel tempo”.

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Le tecniche di ripresa, però, sono tutt’altro che sorpassate, grazie soprattutto agli effetti speciali di Leonardo Cruciano e Bruno Albi Marini, che secondo il regista, anche se hanno avuto bisogno di lunghe sperimentazioni assicurano una verosimiglianza eccellente. Scritta dallo stesso Zampaglione insieme a Dardano Sacchetti e Giacomo Gensini, la trama vede la protagonista Lisa Boeri (Claudia Gerini), ricca donna d’affari che a causa del suo attaccamento al lavoro non ha legami affettivi, alle prese con la morte dei suoi occasionali amanti, come lei soci dell’esclusivo club 'Tulpa' in cui i frequentatori possono dare libero sfogo alle loro fantasie erotiche.

Non potendo rivolgersi alla polizia per evitare uno scandalo e rovinarsi la carriera, la donna decide di indagare per proprio conto, con conseguenze inimmaginabili. Nel cast, oltre alla compagna del regista Claudia Gerini, anche Gianmarco Tognazzi, Michele Placido e Michela Cescon. Una prova difficile soprattutto per lo stress creativo, tanto che ora il cantautore tornerà almeno per un po’ a comporre musica per “disintossicarsi”, nella speranza però che il suo film faccia tornare agli appassionati la voglia di andare al cinema, per dare nuova linfa ad un genere sottovalutato nel nostro Paese ma che ha sempre avuto ottimi riscontri all’estero.

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