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Tornatore: viva la tecnologia di "Avatar"

Sul film più atteso del momento ha detto la sua anche uno dei registi italiani più celebri al mondo, Giuseppe Tornatore: quest'ultimo, in partenza per Los Angeles in vista dei Golden Globes ai quali partecipa con 'Baarìa', ha parlato di 'Avatar' in un'intervista rilasciata all'Unità.

'Non ho visto Avatar e non sto leggendo i giornali italiani, ma entro volentieri nell'argomento' ha spiegato il regista, dichiaratosi favorevole alla sperimentazione di nuove tecnologie. 'La tecnologia non è mai un limite né una minaccia, - prosegue - è una freccia in più al nostro arco. Faccio un paradosso: se oggi, in Italia, tu volessi raccontare una storia in perfetto stile neorealista dovresti usare la tecnologia. Per togliere le macchine dalle strade, le antenne tv dai tetti, per ricreare il passato: il computer te lo consente'.

Tornatore prosegue parlando di coloro che condannano film meno impegnati dal punto di vista della trama: 'Non capisco perchè in Italia non si accetti la convivenza di modelli di cinema diversi. Dovremmo recuperare la diversità dei generi, che abbiamo avuto negli anni '60 e '70, e poi abbiamo perso. Invece abbiamo paura delle novità, e tiriamo fuori argomentazioni demodé'.

'Io credo che la tecnologia stia concedendo al linguaggio delle immagini le stesse possibilità del linguaggio della scrittura' conclude il regista. 'Una volta il cinema era un'oligarchia, un’arte costosa e difficilmente accessibile. Ora chiunque può girare. un film Io sogno un futuro in cui si potranno fare film senza passare attraverso gli agenti, gli avvocati, le coproduzioni: sogno un futuro in cui uno prende il computer e gira il film che ha in testa, e se viene bene qualcuno che lo distribuirà'.

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