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"The Tourist", Jolie e Depp in un film d'altri tempi

 di Marta Marrucco

'The Tourist' è il tipico film sul quale si potrebbe malignare. Perchè i nomi di Johnny Depp e Angelina Jolie rendono il gioco facile al botteghino, troppo facile per scrivere un buon copione. Ma il regista aveva promesso un film 'alla Hitchcock', ed è stato di parola.

Bisogna dunque andare di persona in sala - senza ascoltare le solite voci di corridoio - per rendersi conto che Florian Henckel von Donnersmarck non si è seduto sugli allori dopo l'Oscar de 'Le vite degli altri' e che ha fatto un buon lavoro. Certo, 'The Tourist' potrebbe difficilmente aspirare alla statuetta, ma si distingue nel marasma delle pellicole senza capo nè coda sfornate con tanta faciltà da mamma Hollywood. E se i protagonisti sono entrambi in lizza per i Golden Globe, un motivo ci sarà.

Gli ingredienti sono quelli giusti: una sceneggiatura ben scritta, basata su un intreccio simile a quello di 'Intrigo internazionale', con l'uomo sbagliato al momento sbagliato (evidente il richiamo al film con l'incontro sul treno dei due protagonisti). Splendida fotografia, messa su un piatto d'argento dalla sgargiante Venezia, pittoresca di giorno, misteriosa di notte, suggestiva nelle vedute dall'alto. Ciliegina sulla torta, il talento mimico di Depp e il fascino della Jolie, che stavolta più che mai fuoriesce dallo schermo.

Per chi ancora fosse a digiuno di trama, la Jolie è tenuta d'occhio dai servizi segreti: l'uomo che ama ha rubato un'ingente somma di denaro ad un magnate russo e si è sottoposto ad una plastica facciale che lo ha reso irriconoscibile, e adesso la sta cercando per portarla via con sè. In viaggio verso Venezia la famme fatale coinvolge lo sprovveduto Depp, che si ritroverà suo malgrado con polizia e sicari alle costole.

Con i suoi inseguimenti rocamboleschi, 'The Tourist' strizza l'occhio anche agli action movie moderni come gli ultimi film su James Bond, ma sottesa alle sequenze vi è sempre una chiave ironica, una mancanza di violenza proprio come in certi film di una volta che negli ultimi tempi, almeno al cinema, non guasta mai.

Da evitare la presenza di una sfilza di attori italiani, che agli occhi degli spettatori nostrani - rispetto a chi non li conosce nel resto del mondo - stoneranno con il contesto del film: escluso Alessio Boni capo dei servizi segreti italiani e Neri Marcorè concierge, pollice verso per Nino Frassica, Christian De Sica e Raoul Bova, portabandiera di un genere italiano un pò grottesco. Agente di Scotland Yard al lavoro sul caso è Paul Bettany, relegato fin troppo spesso in ruoli secondari.

Gli occhi del resto sono tutti puntati sui divi Depp/Jolie, finalmente riuniti nella stessa pellicola. Magnetici nello sguardo e nelle movenze, i due attori riescono a trasudare sex appeal anche senza l'aiuto di scene bollenti. Icone sulle quali si sono concentrate le fantasie di una generazione, in questo caso sono garbati, maestosi, forse consapevoli di aver preso parte ad un film che fila liscio come il loro motoscafo nelle laguna, e che hanno portato a casa un altro gruzzoletto tra compenso e botteghino. Questa è Hollywood, baby.

 (foto©La Presse)

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