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"The Hurt Locker" al centro di polemiche

Alla vigilia degli Academy Awards 2010, l'attenzione è rivolta in questi giorni al film indipendente 'The Hurt Locker' della regista Kathryn Bigelow: la pellicola è stata citata in causa da un sergente dell'esercito americano, e il produttore Nicolas Chartier è stato 'scomunicato' dalla notte degli Oscar. Ma andiamo con ordine.

Secondo le accuse del Sergente Maggiore Jeffrey S. Sarver, la sceneggiatura scritta dal giornalista di guerra Mark Boal basa 'sostanzialmente tutte le situazioni' sulla sua vita; inoltre Sarver sostiene di aver inventato il termine del titolo (tradotto con 'scatola del dolore'). La Summit, che ha distribuito il film della Bigelow, ha spiegato in un comunicato che la pellicola si basa su un racconto immaginario.

'Non abbiamo dubbi che il Sergente Maggiore Sarver abbia servito il suo paese con impegno e con onore rischiando la sua vita per un bene più grande, ma il film si basa su un copione immaginario scritto da Mark Boal' scrive nella nota la Summit. Ma i legali di Sarver andranno avanti, consapevoli di avere tra le mani una causa milionaria.

Intanto le scommesse vogliono che 'The Hurt Locker' risulti vincitore del maggior numero di Oscar, rispetto al temibile avversario 'Avatar'. E a questo proposito il produttore francese Chartier, a capo della casa di produzione Voltage, ha inviato una lettera ai membri dell'Academy affinchè il suo film indipendente abbia la meglio sul 'lungometraggio da 500 milioni di dollari'.

La giuria, indignata dal gesto, l'ha considerata una violazione del regolamento degli Academy Award, secondo il quale i candidati non possono esprimere un'opione negativa personale rispetto ai film in gara. Chartier quindi non potrà partecipare alla magica notte degli Oscar e rinunciare al momento di gloria sul palco del Kodak Theatre nel caso 'The Hurt Locker' vincesse il premio come miglior film.

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