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The Green Inferno, in sala il film scandalo vietato ai minori di 18 anni

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“The Green Inferno” non è un film ma una prova di sopravvivenza stando alle reazioni degli spettatori che all’anteprima della nuova pellicola di Eli Roth (Hostel, Clown e Cabin Fever) al Festival del cinema americano di Deauville non hanno retto davanti alle scene di violenza e crudeltà con reazioni a dir poco sconvolgenti.

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C’è chi è svenuto, chi non è riuscito a reggere il colpo e si è sentito male, sintomo che la pellicola, che sta per arrivare nelle sale italiane il 24 settembre, è davvero un’opera difficile da digerire in virtù di immagini di forte violenza e ripetuta crudeltà.

Proprio per questi contenuti scabrosi Koch Media ha annunciato che il film è stato vietato ai minori di 18 anni dalla Commissione Censura a causa dell'eccessiva violenza di alcune immagini e alla presenza di contenuti troppo esplicitamente brutali.

Il cannibal horror racconta la vicenda di un gruppo di attivisti newyorkesi che vengono presi in ostaggio dalla tribù di nativi per i quali avevano lottato al fine di scongiurare la loro estinzione. Scopriranno a proprie spese le oscure usanze primitive della tribù nella giungla amazzonica: cannibalismo, atti barbarici e altri rituali che distruggono corpo, mente e anima.

“Spero lo troviate abbastanza disgustoso” era stato l’augurio del regista “dalla mente deviata” Eli Roth a proposito del suo “The Green Inferno”, auspicio che è stato assolutamente centrato stando alle reazioni sconvolgenti nei confronti del film che ha avuto anche il parere positivo del Maestro del Terrore Stephen King che su Twitter ha lodato le immagini sconvolgenti della pellicola.

(Guarda lo sconvolgente trailer in italiano di "The Green Inferno")

The Green Inferno è come un ritorno al passato glorioso dei film al drive-in della mia giovinezza – ha commentato lo scrittore sul social network - sanguinoso, avvincente, difficile da guardare, ma dal quale non si può distogliere lo sguardo”.

Ispirandosi ai maestri dell’horror che hanno popolato la sua giovinezza (soprattutto italiani), il primo richiamo che salta agli occhi è quello con “Cannibal Holocaust” dell’italiano Ruggero Deodato, tra i registi horror del nostro paese più apprezzati da Eli Roth.

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