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Sylvester Stallone: il re dell'action al Festival di Roma 2012

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Poche star, pochi nomi da red carpet. È stata questa una delle principali accuse rivolte al Festival di Roma di Marco Muller, che quasi in dirittura d’arrivo tenta di riscattarsi calando l’asso di un vecchio duro hollywoodiano: Sylvester Stallone. L’occasione è Bullet to the Head, un film che è quasi un omaggio al suo cinema, trattato con sapiente ironia da un altro mostro sacro di Hollywood: Walter Hill. Un thriller d’azione che racconta la storia di un sicario di New Orleans e di un poliziotto di Washington alleati per scovare l’assassino dei rispettivi partner; un fumettone ispirato alla graphic novel ‘Du plomb dans la tête’ di Matz (Alexis Nolent).

Guarda tutte le foto della sfilata di Sylvester Stallone sul red carpet al Festival di Roma 2012

Guarda il video di Stallone acclamato al grido di "Rocky" su lred carpet

La presentazione del film alla stampa durante il festival diventa un’opportunità troppo ghiotta per non approfittare della presenza di Stallone, che esordisce così: “E’ molto raro trovare nel mondo delle immagini che siano icone e qui ne avete una delle più grandi: Cinecittà. Ho visto molto di questi luoghi fantastici che spariscono e mi auguro che il governo italiano possa far sopravvivere questo luogo perché potrà tornare a essere più bello di prima”.Reduce dall’incontro con il pubblico a Tor Bella Monaca, un quartiere che gli ha ricordato la sua gioventù, Sly intrattiene i giornalisti in sala, scherza e racconta come sia stato fortunato a interpretare due personaggi cult come Rocky e Rambo, e come quella di Bullet to the Head sia uno sguardo verso il futuro:

Il trailer di Bullet to the Head

“Quello che mi è successo è molto insolito. Ma credo che prendere questi due personaggi e combinarli con Walter Hill sia un’ottima transizione e mi auguro che così si possa presentare alle generazioni del presente un nuovo personaggio che sia un mix di tutti e due”. Anche se con Rambo non ha chiuso, per nulla, anzi: “E’ un personaggio da cui non riesco a separarmi. – confessa Stallone – Rambo ha mentito a se stesso per tutta la vita, ma combatterebbe a prescindere, non è in grado di tornare a casa perché una casa non ce l’ha, è un guerriero che cerca la morte in qualsiasi modo”. La rivelazione finale è di quella che fa ben sperare i fan più accaniti, perché Rambo potrebbe tornare: “Anche come ragazza – scherza – ‘Rambolina!’ Chissà”.

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