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Stop all'horror per Pechino

Anche i film horror, dopo quelli porno, sono stati messi al bando, colpiti dalla volontà inflessibile di Pechino di rendere il paese perfetto agli occhi degli occidentali, che dal prossimo agosto saranno tutti puntati sulla capitale cinese.

Così i film dell'orrore sono diventati improvvisamente "proibiti", soprattutto le pellicole che hanno come protagonisti "spiriti arrabbiati, fantasmi violenti, mostri, demoni" e cioè tutta quella genarazione di film di Hong Kong, Giappone e Corea che hanno molto successo in versione pirata.

"Bisogna controllare, eliminare gli effetti negativi che questi prodotti hanno sulla società, occorre impedire le pubblicazioni crudeli, violente e di orrore, proteggere la salute psicologica degli adolescenti", questa è la motivazione delle autorità cinesi.

Appare evidente che la pulizia culturale di oggi ha un effetto solo di facciata, perché non è sostenuta da una seria volontà di regolamentare il mercato, nella cui questione dovrebbe entrare anche la regolamentazione di quello estero (in Cina vigono barriere che limitano l’importazione di film stranieri).

Inoltre questo bando colpisce materiale che già non sarebbe dovuto essere nel mercato, perché di tratta di Dvd riprodotti e venduti già illegalmente, senza pagare i legittimi diritti d’autore. Proprio per questo poi non ci sono limiti di età all’acquisto e alla fruizione di film d’orrore o pornografici.

E' molto probabile quindi che finite le Olimpiadi finiranno anche i bandi, senza che le questioni di fondo siano state davvero regolamentate.

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