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Silvio Muccino - l'intervista di Excite

Questa sera Parlami d'Amore, il film che segna l'esordio alla regia di Silvio Muccino sarà presentato in anteprima. Il giovane cineasta romano ci racconta il suo lavoro e i suoi progetti futuri.

(Guarda la gallery di Silvio Muccino e le immagini dal set di Parlami d'amore)

Conosci Excite?
Sì, sì, vi conosco!

Oggi ci sarà l'anteprima di Parlami d'amore. Come ti senti all'idea?
(ride) Come vuoi che mi senta? Sono due anni che lavoro a questo film, che aspetto arrivi stasera.
Sono elettrizzato, sono felice. Sono arrivato al punto in cui non vedo l' ora di mostrare il mio lavoro.
La cosa assurda e ridicola di questa professione è che il risultato dell'impegno di due anni si misura sui 5 minuti successivi alla proiezione dell'anteprima, o nei primi tre giorni di proiezione.


Quanto c'è di autobiografico nel film?
E' una domanda che mi hanno fatto in molti. E' una storia che ho scritto io, per tutta la parte che riguarda Sacha, mentre la parte di Nicole è stata scritta tutta da Carla Vangelista. E' una cosa difficile da spiegare, Sacha è un personaggio estremo, abbiamo in comune la stessa anima, le stesse paure, le stesse debolezze, le stesse fragilità. Ma per altri versi è un personaggio lontano anni luce da me.

Come mai hai scelto Skin per la colonna sonora?
Sono cresciuto ascoltando molto gli Skunk Anansie e Skin è davvero fantastica. Anche lei ha un'anima comune con il film, perché è rock, passionale, ma allo stesso tempo dark e romantica. Lavorare con lei è stato realizzare un altro sogno.

Ho letto che secondo te tuo fratello non avrebbe mai girato un film come Parlami d'amore, perché Gabriele preferisce le tematiche sociali al racconto di storie di singoli individui. Volevo chiederti se la tua è stata una scelta consequenziale o del tutto indipendente da quella di tuo fratello.
E' stata una scelta indipendente. Fare le proprie scelte in conseguenza di quelle altrui non può portare ad un buon lavoro, perché si finisce per lavorare per esclusione. Crescendo mi sono accorto di quanto siamo differenti, tuttavia l'essere distanti aiuta, soprattutto nel nostro lavoro, perché riusciamo a raccontare storie differenti, e tutto questo è un pregio.

So che non hai voluto tuo fratello sul set di Parlami d'amore per evitare la sua influenza sulle tue scelte. Ci sono stati dei momenti in cui avresti voluto chiedergli un consiglio.
Nella mia scelta non c'è stato nulla di personale nei suoi confronti. Questo film è il mio esordio, volevo che portasse il mio marchio di fabbrica, volevo che portasse il mio nome, non il suo. Ho preferito sbagliare a modo mio, perché altrimenti c'era il rischio che tutto venisse dirottato verso il suo gusto.

Non pensi che l'uscita del film per il 14 febbraio sia un po' limitante per il film stesso? Che lo renda troppo facilmente etichettabile?
Sì, in parte è vero, ma queste sono scelte di marketing. Quello che è certo è che il giorno di San Valentino moltissime persone vanno al cinema. Diciamo che con il mio film sarà un San Valentino diverso.

Molti fratelli lavorano insieme. Il pubblico italiano può sperare in un film dei fratelli Muccino?
(ride di gusto) Quando diventeremo i fratelli Coen ve lo faremo sapere! A parte tutto non ci abbiamo mai pensato. Io e Gabriele abbiamo un modo diverso di lavorare, ma in ogni caso non ci precludiamo niente.

Sei giovanissimo e sei già attore, sceneggiatore, regista e scrittore. Innanzitutto complimenti, (ride e ringrazia), poi volevo chiederti quale di queste quattro professioni ti affascina di più.
Il fine ultimo di tutte queste quattro professioni è raccontare storie. L'importante è avere una bella storia da raccontare. Cerco progetti stimolanti. Ad esempio dopo tre anni passati a recitare commedie ho scelto una storia drammatica. Non perché non ami la commedia, fa parte della tradizione italiana, ma volevo esplorare un nuovo territorio. E' così che lavoro.

Mi hai anticipato, in effetti volevo sapere se ti chiedessero di partecipare ad un eventuale sequel di Che ne sarà di noi, accetteresti?
Che ne sarà di noi lo vedo come un film troppo lontano da me. Quando lo riguardo provo una sorta di tenerezza. Lo vedo come un progetto molto lontano. Per quanto riguarda le commedie in generale aspetterò una storia interessante, se ci sarà la giusta occasione non rifiuterò.

Se non avesse fatto il regista, scrittore, sceneggiatore, attore... Cosa sarebbe diventato Silvio Muccino?
(ride) Non lo so, davvero non lo so. Fortunatamente sto facendo tutto ciò che amo fare.

So che ami molto isolarti dal resto del mondo con l'iPod. Hai delle canzoni preferite, oppure dipende dall'umore?
Guarda dipende tantissimo dall'umore. Io vivo di musica, nell'iPod ho qualcosa come 4000-5000 brani, non potrei vivere senza.
Il mio ascolto poi è ossessivo, spesso mi fisso con dei brani. Ho dei gusti musicali molto vari, dal rock alla musica classica. Poi mi piace molto ascoltare le colonne sonore. Ad esempio in questo periodo mi sono fissato con quelle di Skin e con quella di Into the Wild di Eddie Vedder.


Utilizzi programmi di condivisione come eMule?
No, ma più per un fatto di pigrizia. Comunque di solito uso iTunes.

Che ne pensi del fenomeno dei cineblog? Ne leggi qualcuno in particolare, li trovi interessanti?
Diciamo che sono anni che ho smesso da un po' con questa pratica masochista. Internet è bellissimo, perché ognuno può dire ciò che vuole. Tuttavia spesso mi sono trovato a leggere cose scritte da persone che parlano senza alcun titolo di cose che non conoscono. Ho letto molte falsità sul mio conto. Ti faccio un esempio: in questo momento sto vivendo uno dei periodi più felici della mia vita. Uno di questi siti internet ha messo in circolazione la falsa notizia secondo cui sarei depresso, ed ora sono in molti a dare questa notizia.

Quindi tu non sei d'accordo con alcune iniziative che stanno tantando di coinvolgere maggiormente i cine-bloggers con anteprime e altre iniziative. Non vedi possibile una maggiore integrazione tra critica ufficiale e bloggers?
Il problema è che il critico quando scrive qualcosa si assume delle responsabilità, i bloggers non rischiano niente, possono dire ciò che vogliono. L'impressione che molto spesso ho avuto è che parlassero per sentito dire, seguendo delle chiacchiere di corridoio.

Cosa ne pensi del Movimento dei 100 Autori e della loro richiesta di un maggiore sostegno dello Stato al cinema italiano?
Secondo me è un'iniziativa ottima. Spero solo che questa crisi di governo non danneggi la situazione. Noi viviamo in una condizione estremamente instabile, perché possiamo trovarci a lavorare con grandi finanziamenti e poi l'anno dopo ritrovarci con i fondi segati. La situazione del cinema italiano attualmente è ottima, sta incassando moltissimo e questo permette ai produttori di investire anche in film d'autore.
Sono ottimista sul futuro del cinema italiano.


C'è un attore vivente o del passato, italiano o straniero che vorresti dirigere?
Più che dirigere direi lavorarci insieme. Ad una festa questa estate ho conosciuto Gael Garcia Bernal. Anche lui come me ha lavorato al suo primo lavoro da regista e abbiamo parlato di questa esperienza. E' stato un incontro bellissimo e lavorare insieme sarebbe davvero stimolante.

Prima di chiudere volevo sapere se hai già dei progetti futuri in cantiere.
Al momento non ho progetti, continuo a leggere le sceneggiature che mi arrivano aspettando quella giusta, per un lavoro interessante.

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