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Serena Autieri: "La Sciantosa" si racconta ad Excite

  • ufficio stampa

Serena Autieri è un'attrice versatile attrice che ha calcato le scene mediatiche attraverso format e linguaggi diversi, reinventandosi abilmente di volta in volta per meglio rapportarsi al pubblico di riferimento.

Dopo aver preso parte al ruolo di Susy Acampora, salernitana in cerca di popolarità, nell'ultimo film di Carlo Vanzina, Sapore di te, sarà in scena a teatro con lo spettacolo La Sciantosa, scritto da Vincenzo Incenzo per la regia di Gino Landi.

Dopo aver esordito nel mondo dello spettacolo con la soap opera Un posto al sole, nel 2003 Serena Autieri ha anche condotto il Festival di Sanremo, con Claudia Gerini e Pippo Baudo e provato l'esperienza di doppiatrice nel film Disney Frozen - Il regno di ghiaccio. Noi di Excite l'abbiamo intervistata per farci svelare i segreti di tanto successo.

Ecco l'intervista a Serena Autieri

1. “La Sciantosa” ha aperto la stagione teatrale di Frosinone dopo 10 anni di chiusura. Cosa ha provato a riaprire un teatro dopo anni di chiusura?

È stato bellissimo, mi sono sentita utile socialmente per una comunità che ho sentito stretta intorno a me.

2. Nello spettacolo interpreta il ruolo di una donna forte, bella e intraprendente. Quanto ha in comune con la figura di questa donna?

Forte e intraprendente si ma non bella ed proprio questa la sua particolarità. Una sciantosa non bella era un controsenso ma Donnarumma riuscì ad accaparrarsi la stima dei napoletani. Spero di acquisire con gli anni la stessa intensità e di essere amata dal pubblico napoletano quanto lo è stata lei.

3. Lei è un’attrice versatile e poliedrica, che si muove dal teatro alla danza, al cinema e alla televisione. Quanto è difficile doversi reinventare di volta in volta per il tipo di ruolo richiesto e il pubblico di riferimento?

Lo trovo molto stimolante e spero di non dovermi mai chiudere in un ruolo predefinito.

4. Ha mai rimpianto di non aver fatto la cantante come prima professione?

Non proprio rimpianto ma di certo avrei preferito poter sviluppare le due carriere di pari passo mentre invece la professione di attrice ha preso il sopravvento.

5. Sara De Vito, il ruolo che interpretava ad "Un posto al sole”, ha segnato il suo esordio musicale, d'attrice e televisivo. Quanto deve a quella esperienza?

Si è stato il mio esordio da attrice, e ha determinato lo spostamento della mia attenzione dal canto alla recitazione. In quel momento avevo già inciso un disco e dovetti pagare una salata penale per potermi liberare dal contratto e poter firmare il contratto con la RAI.

6. Quanto incidono il suo background e il legame con le proprie radici ogni volta che va in scena?

Tantissimo, Napoli dà una ricchezza di vissuto che è una fonte inesauribile di ispirazione.

7. Spesso interpreta ruoli in film "popolari". Le manca un ruolo un po' in film più "sofisticati”?

Veramente solo ultimamente mi chiedono di fare la popolana, specialmente grazie a Siani che mi ha sdoganato in questo tipo di ruolo. Fino a qualche anno fa mi offrivano ruoli da borghese o da principessa.

8. L’ultimo film a cui ha lavorato è “Sapore di te”. Come si è trovata a lavorare con Carlo Vanzina?

Benissimo, i Vanzina sono dei signori di altri tempi oltre ad essere grandi professionisti. Lavorare con loro significa essere coccolati e stimolati artisticamente. I vanzina sono i padri della moderna commedia all’italiana.

9. Per quanto riguarda “Frozen”, si tratta della prima esperienza di doppiaggio. Come ha affrontato la diversità nell’approccio ad un personaggio che si serve solo della sua voce?

È stata un'esperienza stupenda, poter comunicare solo con la voce è un esercizio attoriale non indifferente. In questo film ho potuto anche cantare ed è stato stupendo.

10. Come affronta la situazione in cui sta versando il territorio partenopeo? Un’attrice può influenzare l’opinione pubblica sull’argomento? In che modo?

Sono molto vicina a Napoli ma purtroppo non riesco ad andare spesso. Il territorio napoletano è ricco di contraddizioni e lo stato delle infrastrutture è piuttosto deteriorato. Io faccio parte di quel gruppo di giovani Napoletani che remano per migliorare le condizioni dei napoletani; non credo di essere abbastanza popolare a Napoli per poter cambiare le cose ma personaggi come Alessandro Siani sono certamente chiave per mostrare ai napoletani uno spiraglio di speranza per un futuro migliore.

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