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Sequestrati occhiali 3D a Genova

Onori e oneri per le sale che offrono agli spettatori la visione di un film in 3D: al cinema Corallo di Genova, dov'era proiettato il campione d'incassi 'Avatar', è stata applicata una sanzione amministrativa di 1.000 euro a causa delle mancate norme di sicurezza.

Infatti, in seguito ai controlli della finanza partiti in seguito agli esposti del Codacons riguardo possibili irregolarità igienico amministrative, è stato rilevato che al cinema non era esposto il foglietto di avvertenze sulle controindicazioni provocate dall'uso degli occhiali. Come conseguenza, il sequestro di 400 paia di occhiali 3D.

Secondo alcuni articoli del testo unico sulla sicurezza del 2005, il cinema deve esporre informazioni sull'origine del prodotto e dove è stato fabbricato. In questo caso, seppur non specificato, il cinema si avvale di occhiali blue-tooth provenienti dagli Usa, costati 50 euro l'uno. Non sono state rilevate invece infrazioni dal punto di vista igienico: infatti gli occhiali devono essere monouso, oppure disinfettati con appositi macchinari o prodotti anti batterici.

Giunge a conclusione della vicenda la dichiarazione di Alessandro Giacobbe, gestore del cinema: 'La Camera di Commercio cui compete la questione ci ha consentito di pagare la multa da mille euro e di sbloccare in tempi brevi i 400 occhiali evitando di interrompere la programmazione. Certo - aggiunge - mi sembra un’assurdità, è come se al ristorante pretendessi di sapere dove hanno fabbricato le posate'.

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