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Scamarcio: "Vallettopoli? Capitalismo informativo"

Dopo il grande successo ottenuto con ''Ho voglia di te'', sequel di successo del fortunato ''Tre metri sopra il cielo'', Riccardo Scamarcio torna al cinema con ''Mio fratello è figlio unico'', un film diretto da Daniele Luchetti.

Tratto dal romanzo ''Il Fasciocomunista'' di Antonio Pennacchi, ''Mio fratello è figlio unico'' racconta la storia di Accio (Elio Germano) e di suo fratello Manrico (Riccardo Scamarcio).
A caratterizzarli è il fatto che, nel contesto della provincia italiana degli anni '60 e '70, i due giovani corrono su opposti fronti politici.
Come se ciò non bastasse, amano anche la stessa donna.

Con tali ingredienti, i due giovani si trovano ad affrontare, in un confronto senza fine, una stagione fatta di fughe, di ritorni, di botte e di grandi passioni.
"In buona parte mi sarei comportato come il Manrico del film- confessa a Tgcom, Scamarcio-anche se per molte altre cose sono più un 'razionale' come Accio. Ma in adolescenza non ho mai avuto quella sfrontatezza che ha il mio personaggio, sempre con un sorriso in bocca beffardo. Ho fatto il rappresentante d'Istituto. E mi riusciva facile in effetti avere un certo carattere. Mi ricordo quando ho fatto cacciare il Preside dall'Assemblea. Uno scotto che ho pagato, nel senso che ho poi dovuto sostenere l'esame di maturità da privatista".

"Mio fratello è figlio unico" è un film dove la rissa, nello specifico tra comunisti e fascisti, è all’ordine del giorno: "Le botte fanno parte della crescita e della formazione di un uomo. Ricordo che frequentavo l'oratorio del mio paese da ragazzino. Ben duecento bambini giocavano nello stesso campo di calcio a squadre di cinquanta elementi. Vi lascio immaginare cosa accadeva su quel campetto... Mi ritengo fortunato, sono cresciuto in una generazione in cui si passavano i pomeriggi sulle strade sotto il sole".

In cantiere c’è anche "Cari compagni", film anche questo ambientato nella calda stagione sessantottina: "Con Placido ci siamo già incontrati e ne abbiamo parlato. Lui per adesso lo sta scrivendo ma spero proprio possa dare il ruolo da protagonista a me".

Un'occhiata infine a Vallettopoli: "Sono allibito per tutto quello che leggo e sento in giro. Ma se tutto questo fosse vero penso che chi ha fatto sciacallaggio debba pagare duramente con pene severe. Ma bisognerebbe interrogarsi su quanto la stampa si stia trasformando, assumendo un aspetto violento. Anche io mi sono ritrovato a subire delle violenze".
Un riferimento alla falsa notizia della gravidanza di Valeria Golino? "Non vorrei parlare di questa storia. Ma riflettiamo sul fatto che ormai c'è una commistione di genere tra cronaca, gossip e politica. C'è il capitalismo anche nell'informazione evidentemente".

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