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Savoiagate, assolto Vittorio Emanuele per la vicenda videopoker

L'estate del 2006 fu bollente per il tribunale di Potenza dove confluirono le inchieste guidate dal pm Henry John Woodcock, che mettevano in discussione il mondo dei vip. Tra queste anche il 'Savoiagate', che aveva come imputato il 're' Vittorio Emanuele di Savoia e i suoi traffici illegali con i videopoker.

Secondo l'accusa dal 2004, sei indagati, tra cui il reale, avevano creato un'associazione per delinquere 'impegnata nel settore del gioco d'azzardo fuorilegge, attiva nel mercato illegale dei nulla osta per videopoker procurati e rilasciati dai monopoli di stato attraverso il sistematico ricorso allo strumento della corruzione e del falso'.

Per questo Vittorio Emanuele II ha trascorso sette giorni in carcere. Il processo si è poi spostato a Roma e ieri è arrivato alla sua conclusione con le parole pronunciate dal gup Marina Finiti: 'assolto perchè il fatto non sussiste'.

Il Savoiagate è risultato quindi un flop e i legali dell'ex imputato hanno affermato: 'L'esito assolutorio di oggi conferma definitivamente quanto già statuito nelle archiviazioni precedenti in ordine alle imputazioni connesse e consente di ribadire con maggior forza che gli arresti eseguiti quattro anni fa si fondavano su accuse inconsistenti'.

Anche Vittorio Emanuele ha voluto esprimere la sua soddisfazione per la conclusione di questa vicenda: 'Vorrei ringraziare la magistratura, quella che ha lavorato molto bene e in cui ho avuto sempre fiducia. Quella magistratura che non ha bisogno di riflettori e lavora'.

 (foto © LaPresse)

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