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Sandro Bondi vuole scegliere la giuria del Festival di Venezia

Il Ministro della Cultura Sandro Bondi lancia una proposta che diventa provocazione e rischia di far saltare i nervi a parecchi esponenti della cultura italiana, preoccupati per la troppa ingerenza in questioni delicate.

Bondi, intervistato da Panorama, ha infatti avuto da ridire sul Festival del cinema di Venezia e ha annunciato che, siccome si tratta di una manifestazione realizzata con dei soldi pubblici, 'd'ora in poi intendo mettere becco anche nella scelta dei membri della giuria'.

Secondo il ministro l'ultima edizione del Festival è stata un flop in quanto 'Tarantino è espressione di una cultura elitaria, relativista e snobistica. E la sua visione influenza anche i suoi giudizi critici, pure quelli verso i film stranieri' mentre il direttore Marco Müller è 'innamorato dei propri schemi fino al punto di non privilegiare i talenti e le novità che sono sotto gli occhi di tutti'.

Va ricordato per rigor di cronaca che Sandro Bondi ha completamente disertato Venezia 2010 e che fino ad oggi il presidente di giuria è stato proposto dal direttore della Mostra e ratificato dal presidente Paolo Baratta e dai membri del consiglio di amministrazione ovvero il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, Luca Zaia, Amerigo Restucci e Giuliano da Empoli.

E' proprio Orsoni che cerca di far ragionare Bondi sostenendo che 'il patrimonio più importante della Biennale è la sua indipendenza. Fossi il ministro eviterei scelte che finirebbero per svilire l'Ente, minandone l'autorevolezza al livello internazionale' e aggiungendo che 'le cifre positive sono sotto gli occhi di tutti: più 13% di biglietti venduti, più 7,5% di accrediti, punte del 30% nella crescita del giro degli esercenti al Lido'.

'È una sorpresa', ha fatto invece sapere Paolo Ferrari della Warner Bros Italia secondo cui 'una cosa del genere non poteva essere concepita nemmeno al tempo del Minculpop e comunque non è una grande idea. Il direttore che sceglie i film deve scegliere anche la giuria. E questa dev'essere libera di esprimere il proprio parere. Altrimenti il passo sarebbe breve: prima scegliamo la giuria, poi imponiamo i premi. Insomma, è una proposta che non ha alcun senso'.

Dello stesso parere anche Daniele Luchetti secondo cui 'Bondi dovrebbe coordinarsi con il ministro della Cultura francese, che mette un miliardo all'anno a disposizione del cinema nazionale. E dovrebbe vedere se anche lui pensa di mettere bocca sulla giuria di Cannes...'.

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