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Salò o le 120 giornate di Sodoma, torna in sala il testamento di Pasolini

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Sono trascorsi ben 40 anni dalla scomparsa del regista, scrittore, giornalista, poeta Pier Paolo Pasolini, uno degli intellettuali più lungimiranti e preveggenti dell’Italia Repubblicana, ucciso nella notte tra il 1 e il 2 novembre del 1975 sulla spiaggia dell'Idroscalo di Ostia. E per rendere omaggio al poliedrico artista, tornerà in sala in versione integrale e restaurata, il suo ultimo film “Salò o le 120 giornate di Sodoma”.

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Dall’anima inquieta ma profondamente lucida e critica nei confronti della società del secondo dopoguerra, il suo ultimo film mette in scena proprio questa visione completamente perduta della società, facendo riferimento al kantiano “male radicale” che riduce gli uomini alla schiavitù del consumismo corrompendo anima e corpo.

Ispirato al romanzo del Marchese De Sade e ambientato nella Repubblica di Salò del '44, il film ha avuto vita travagliata poiché arrivò in sala tagliato e vietato ai minori e allo stesso tempo subito sequestrato per oscenità.

“Indubbiamente doloroso, urticante, ruvido, difficile, non riconciliato parla al nostro presente, è una metafora di quello che saremmo diventati” sono le parole di Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna che riporterà al cinema la pellicola nella sua interezza dopo che lo scorso 12 settembre 2015 il film è stato premiato nella categoria classici come "miglior film restaurato" alla 72esima edizione della Mostra del cinema di Venezia.

(Guarda il video di una sequenza del film "Salò o le 120 giornate di Sodoma")

Testamento indiscusso di Pasolini che ne terminò il montaggio il giorno prima di essere assassinato, il film mette in scena richiamando nella struttura i gironi dell’Inferno dantesco (Antinferno, Girone delle Manie, Girone della Merda e Girone del Sangue) la depravazione del potere. Durante la Repubblica di Salò alcuni giovani vengono rapiti e confinati in una magione isolata: qui verranno sottoposti ad ogni tipo di prevaricazione sessuale per soddisfare il piacere perverso dei Signori fino all’assassinio, quinta essenza del piacere erotico.

Una pellicola ostica che mette in scena in maniera disincantata la perdita della dignità umana di fronte al potere, rappresentato dai quattro “Signori”: il "Duca" (potere nobiliare), il "Monsignore" (quello ecclesiastico), Sua "Eccellenza" giudice di Corte d'Assise (quello giudiziario) e il "Presidente" di una banca (rappresentante il potere economico).

Il film dunque, restaurato dalla Cineteca di Bologna e da Csc – Cineteca Nazionale, tornerà nelle maggiori sale cinematografiche italiane a partire dal 2 novembre, nell’ambito de “Il cinema ritrovato al cinema”.

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