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Rondi dice sì alla proposta di Alemanno

Dopo le dichiarazioni di Gianni Alemanno sulla Festa del Cinema di Roma, il dibattito continua e dalle pagine del Giornale dello Spettacolo arriva la proposta di Gian Luigi Rondi, presidente dell’Ente David di Donatello.

Rondi afferma infatti di ritenere possibile un collegamento tra i Premi David di Donatello e la Festa del Cinema e afferma: "Per deciderlo, però, è necessario un parere collegiale del consiglio direttivo. Poiché il Premio proietta per la giuria (che a ottobre raggiungerà le 2000 unità) i film, che concorreranno ai David, due volte la settimana in sale messe alternativamente a disposizione dall’Agis e dall’Anica, si potrebbero collegare queste proiezioni alla Festa del Cinema facendole svolgere nel Teatro Studio dell’Auditorium Musica per Roma, con la partecipazione non solo della nostra giuria ma degli interpreti e dei realizzatori dei film in concorso, specialmente se italiani, presente anche la stampa".

Il Giornale dello Spettacolo ha anche raccolto il parere degli esercenti italiani che ritengono dannosa per il mercato italiano la proposta di una "festa autarchica": parere negativo sulla proposta di Gianni Alemanno viene espresso, ad esempio, da Fabio Fefè, responsabile di Circuito Cinema, che afferma: "La Festa è anche un tentativo di riaprire in Italia un mercato, che, per mancanza di strutture, è impossibile pensare di poter svolgere all’interno della Mostra di Venezia. Si tratta di una scommessa complicata, difficile da vincere, ma se si organizzasse una manifestazione con un taglio decisamente autarchico, la sconfitta da questo punto di vista sarebbe inevitabile".

Anche per Leandro Pesci, esercente e presidente dell’Anec Lazio, "La presenza delle star internazionali non va affatto compressa o ridimensionata, piuttosto i grandi nomi che vengono ospitati a Roma andrebbero portati non solo all’Auditorium, ma anche negli altri spazi della kermesse. La semplice programmazione di film in periferia serve a poco, ma, come insegna l’esperienza di Leonardo Di Caprio a Tor Bella Monaca, se si trasforma la proiezione in un evento, si è in grado di calamitare le attenzioni di tutto un quartiere".

Infine conclude Yannick Delépine, direttore esercizio e programmazione di Ugc Italia: "Da esercente posso solo dire che sono favorevole alla Festa, come ad ogni altra iniziativa che promuova il consumo di cinema su grande schermo. I festival non sono mai troppi e la Festa in poco tempo, ha saputo costruirsi un proprio prestigio e richiamare l’attenzione degli operatori di tutto il mondo".

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