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Romero: "Amo i miei morti viventi"

A Venezia è l'anno degli zombie: presentati "Rec 2" di Jaume Balaguerò e "La Horde" di Yannick Dahan (il primo fuori concorso, l'altro per Giornate degli autori), era d'obbligo inserire nella competizione "Survival of the Dead" del maestro George Romero, che di morti viventi ne sa abbastanza.

Felice e orgoglioso che il suo genere abbia finalmente ottenuto un posto di rilievo al Festival, il regista in conferenza ha sottolineato che i suoi film non sono meramente horrorrifici, ma contengono una forte critica sociale: "Il nostro mondo - spiega - si difende da minacce esterne, facendo di tutto pur di mantenere l'ordine prestabilito. Le fonti di ispirazioni tratte dalle realtà sono numerose - prosegue - non solo l'Iraq o l'Afghanistan, ma anche l'Irlanda del Nord, il Medio Oriente, il razzismo, le discriminazioni, anche religiose, che ci sono in America".

"Survival of the Dead" è ambientato in una piccola isola del Nord America, infestata da zombie. La gente non riesce ad uccidere esseri che hanno ancora le sembianze dei loro amici. Il protagonista, il soldato Crocket, parte per radunare un gruppo di sopravvissuti che lo aiuti a sconfiggere la piaga dei non morti, ma al suo ritorno la situazione si è aggravata: è quasi impossibile distinguere chi è vivo da chi non lo è.

"Ho sempre avuto una grande simpatia per gli zombie, - ha dichiarato Romero in conferenza - sono esseri innocenti, mi sembra che con il passare degli anni gli umani si de-umanizzino mentre gli zombie diventano più sensibili". Il suo primo film che li aveva come protagonisti fu "La notte dei morti viventi" del '68. Poi negli anni ha proseguito con "L'alba", "Il giorno", "La terra" e "Il diario".

Quanto alla sua partecipazione al concorso, il regista aggiunge: "È un onore, il mio è un genere abbastanza discriminato dalla critica. Sono stati per primi i critici europei a riconoscere al mio cinema il valore di denuncia sociale, solo dopo sono arrivati quelli americani". E se è sbarcato al Lido, è merito del nostro Dario Argento: "Se sono qui a Venezia è merito suo. È stato lui a convincermi a riportare in vita i miei morti viventi. Amo molto il suo cinema, soprattutto i primi lavori. Prima o poi lavoreremo insieme".

Guarda il trailer di "Survival of the Dead"

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