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Roman Polanski: compie 80 anni il regista polacco di "Rosemary's Baby"

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Compie oggi 80 anni uno dei registi più importanti del cinema contemporaneo Roman Polanski. D’origini polacche naturalizzato francese, è contraddistinto da una sequenza continua di drammi che dalla gioventù lo hanno accompagnato per tutta la sua esistenza: dal ghetto di Cracovia negli anni '30 fino all'arresto del 2009 all'aeroporto di Zurigo, tante tappe di una vita sofferta che non approfondiremo in questa sede.

L'inizio del successo arriva nel 1962 con Il coltello nell'acqua, film che mostra già alcune delle tematiche più oscure del regista e che gli valse la prima candidatura all'Oscar. Roman decide quindi di trasferirsi prima in Francia e poi in Gran Bretagna, dove collabora con lo sceneggiatore Gérard Brach alla realizzazione di tre film: l'horror psicologico con Catherine Deneuve Repulsione (1965), la tragicommedia Cul-de-sac (1966) e la parodia Per favore non mordermi sul collo (1967).

Nel 1968 Polanski si trasferisce negli Stati Uniti, dove dirige uno dei suoi film più noti, Rosemary's Baby, con Mya Farrow e John Cassavetes, che racconta di come il marito della giovane Rosemary accetti di farla mettere incinta dal diavolo, per ottenere successo. Anche per Rosemary's Baby Polanski ottiene una candidatura all'Oscar. L'anno seguente è però segnato da vicende tragiche: prima la morte in un incidente del compositore Komeda che aveva composto gran parte delle musiche dei film di Polanski e poi l'assassinio della moglie Sharon Tate all'ottavo mese di gravidanza per mano di Charles Manson e della sua setta. La vicenda scuote profondamente Polanski che prima gira un film cupo e violento, Macbeth e poi soggiorna a lungo in Italia per dirigere Che? con Marcello Mastroianni e Sydne Rome.

È il 1974 l'anno del ritorno al successo con Chinatown, una detective story con Jack Nicholson e Faye Dunaway, che vale a Polanski undici Nomination agli Oscar. Altro successo con L'inquilino del terzo piano. Nella vita privata però arriva un nuovo dramma, quello dell'accusa di stupro ai danni di una ragazzina di 13 anni, Samantha Geimer. Dopo quarantadue giorni di carcere, Polanski riesce a lasciare gli Usa e fuggire in Francia, precludendosi per sempre la possibilità di rientrare negli States. La vicenda penderà come un'ombra per tutto il resto della vita di Polanski, che affronterà diverse vicende giudiziarie, prima di chiedere scusa pubblicamente alla Geimer nel 2011.

In Europa gira altri film, da Frantic a Luna di Fiele a Venere in Pelliccia e incontra anche la nuova moglie Emmanuelle Seigner. L'apice del successo arriva nel 2002 con Il pianista, che racconta la storia autobiografica del pianista polacco Wlasyslaw Szpilman, storia che ha molti punti in contatto con quella dello stesso Polanski. Il film vince la Palma d'oro a Cannes e l'Oscar l'anno successivo.

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