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Roma rende omaggio a Fabrizio De Andrè

Il Festival del Cinema di Roma ha reso omaggio a Fabrizio De Andrè, a quasi dieci anni dalla morte, con la proiezione di due pellicole che raccontano in modi diversi la vita artistica e privata del cantautore.

Effedia, film-documentario di Teresa Marchesi, raccoglie materiale inedito proveniente per lo più dalle Teche Rai e dalla Fondazione De Andrè. Prodotto da Dori Ghezzi, in collaborazione con Rai Trade e con la Sony, Effedia uscirà domani in un cofanetto che comprende anche un doppio cd con i brani del film.

La vedova di De Andrè si è detta soddisfatta del lavoro della Marchesi e di varie scoperte sorprendenti: "Abbiamo trovato le ricerche che Fabrizio aveva fatto da giovanissimo sui canti popolari regionali, insieme ad un musicologo inglese. Così c'è Fabrizio che canta in piemontese e che intona una canzone con delle mondine lombarde. E questo spiega dove nasce la passione che lo ha portato poi a realizzare lavori come "Creuza de ma" e a cantare in gallurese o in napoletano".

Ma la Ghezzi ha voluto prendere le distanze da un altro lavoro, Amore che vieni amore che vai, presentato al Festival da Daniele Costantini.

Il film è tratto dal romanzo Un destino ridicolo, scritto a quattro mani dallo stesso cantautore con Alessandro Gennari, e poco gradito a Dori Ghezzi: "A me non piaceva neppure il libro per il quale Fabrizio aveva abbozzato una sceneggiatura insieme a Bonivento che non è stata neppure utilizzata. Del film che dire? Preferirei che non fosse in contemporanea con quello di Teresa Marchesi".

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