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Roma, oggi è giorno di Julianne Moore

 di Marta Marrucco

Con il Marc'Aurelio all'attore, il Festival di Roma premia il talento, l'originalità e l'intramontabile fascino di Julianne Moore, giunta nella Capitale anche per presentare la pellicola 'The kids are all right'.

Nel film di Lisa Cholodenko, non ancora uscito in Italia, la rossa più celebre di Hollywood fa coppia con il premio Oscar Annette Bening, nel vero senso della parola: le protagoniste infatti sono sposate e vivono assieme ai figli, la diciottenne Joni (Mia Wasikowska) e il quindicenne Laser (Josh Hutcherson). Quest'ultimo chiederà alla sorella appena maggiorenne di contattare il loro padre biologico per conoscerlo. L'uomo, interpretato da Mark Ruffalo, sconvolgerà gli equilibri della famiglia.

'Non avevo bisogno di prepararmi ad un ruolo del genere perché so cosa significa la vita di coppia. In fondo è di questo che parla il film' ha esordito la Moore, più bella che mai in conferenza. 'Il film è una meditazione su cosa significa essere una famiglia, stare insieme. Abbiamo dimostrato che quello di cui i figli hanno bisogno per crescere è solo l’amore, al di là del sesso dei genitori. Nel corso della pellicola ci si dimentica che sono di due donne'.

La sceneggiatura, ha confermato Julianne, è ispirata alla vita della Cholodenko e della sua compagna. 'E' proprio la regista - ha spiegato - che chiama tutti 'kids'. Infatti il titolo (in italiano 'I ragazzi stanno bene') si riferisce all'intera famiglia, non solo ai figli. In America le famiglie di omossessuali sono una cosa comune: essere genitore vuole dire tirare su i figli, non solo concepirli'.

Il ruolo dell'attrice, abituata a vestire panni complessi, è quello di una donna impreparata al cambiamento: 'Jules si sente persa, è sempre stata a casa, non ha una carriera e la figlia è pronta per il college. Perde i suoi punti di riferimento. Quando incontra Ruffalo, si sente apprezzata e commette un errore, sapendo di sbagliare. Nell’amore c’è tanta elasticità, c’è spazio per l’ambiguità ma anche per il perdono'.

Un'altra interpretazione, dunque, da aggiungere alla lunga filmografia della star, che cominciò negli anni '80 fra teatro e tv per poi imbattersi nel cinema indipendente dopo i 30 anni, nel '92. E ora che di anni, malgrado non li dimostri, ne ha quasi 50 (a dicembre), non si preoccupa del passare del tempo, certa che Hollywood continuerà ad offrirle ruoli interessanti.

'Il mio compleanno si avvicina - ha detto - e la questione dell’età continua ad emergere. I media insistono su questo argomento con tutte le mie coetanee peggiorando le cose, perchè le persone continuano a lavorare. La mia carriera è cominciata tardi, ma sono stata fortunata a lavorare e a formare una famiglia, sono grata per questo ogni giorno'.

Coincidenza o meno, in concomitanza dell'arrivo della Moore e del suo film, il premieri Silvio Berlusconi oggi ha dichiarato che 'è meglio guardare le donne che essere gay'. La Moore, premiata stasera dal regista Paolo Sorrentino, ha commentato: 'Mi spiace, ma rilasciare queste dichiarazioni al giorno d'oggi credo sia arcaico, idiota e imbarazzante'.

Julianne Moore sul red carpet di Roma

 (foto©La Presse)

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