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"Religiolus": manifesti oscurati perchè oltraggiosi

Una tematica religiosa trattata, secondo alcuni, in maniera dissacrante: il nuovo film di Larry Charles, regista di "Borat", è già causa di controversia.

La pellicola dal titolo “Religiolus” (unione di religion e ridiculous) sarà distribuita in Italia dal 13 febbraio, e nelle nostre città sono affisse da qualche giorno locandine irriverenti con tre scimmiette che deridono le principali religioni monoteiste. Nella capitale, però, i manifesti non sono passati inosservati: “VeraLibertà”, associazione cattolica, li ha oscurati con la frase “ateo no”, e dalle pagine del suo blog ha richiesto di abrogare la campagna pubblicitaria del film.

Se in Italia le reazioni sono state contrastanti in partenza, il pubblico americano non si è lasciato scandalizzare: “Religiolus” ha già incassato 13 milioni di dollari, pur essendone costato solo due e mezzo; inoltre, statistiche alla mano, il film risulta primo nella classifica dei documentari del 2008 e settimo in quella di tutti i tempi.

L'ideologia irriverente del film deriva in primis dal protagonista e produttore Bill Maher, conduttore di un noto talk show d’oltreoceano dal titolo affatto casuale “Politically Incorrect”, e secondo per fama solo ai colleghi David Letterman e Jay Leno. Maher definisce le religioni “favole scritte dall’uomo prima che sapesse cosa fosse un atomo o un germe". Maher inoltre le considera pericolose, poichè le guerre nascono dall'intolleranza verso le dottrine altrui.

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