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Raoul Bova: “Per anni mi sono sentito in gabbia”

"A volte sfioro l’abisso, sto male, ho bisogno di chiudermi in una stanza senza parlare con nessuno fino a quando riemergo". Sembra impossibile che queste parole siano state pronunciate dall'attore Raoul Bova, che racconta il passato da ragazzino timido e il suo lato più nascosto al mensile OK Salute, in edicola da dicembre.

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Fin da piccolo, l'attore ha sempre avuto difficoltà ad interagire con gli altri: "Ero forse bello, - spiega - ma poco affascinante come personalità. Avrei voluto interagire con le persone, ma non riuscivo. Mi sono sentito per molti anni prigioniero di una gabbia".

Le insicurezze di Bova affiorarono durante l'adolescenza, quando il ragazzo era campione di nuoto: "Dopo una gara di nuoto persa mi venivano mal di testa violenti e rimanevo a letto per giorni interi. Avevo paura del confronto con gli altri e una timidezza paralizzante". Anche quando raggiunse il successo, prima con "Piccolo grande amore" e poi "Palermo Milano solo andata", Raoul non riusciva a sciogliersi, tanto da fare scena muta durante la prima diretta in tv.

Il docente di psicobiologia del comportamento Giorgio Bressa parla in questo caso di distimia: "E' un disturbo che colpisce il 4% della popolazione mondiale: una forma lieve di depressione che provoca umore oscillante, pessimismo e bassa autostima". Rauol è "guarito" grazie alla passione per la recitazione e all'amore della sua famiglia: "Oggi so provare le gioie della vita, - conclude - quando vedo il sorriso di mia moglie Chiara, per esempio, e prendo in braccio i nostri figli".

Foto da /www4.pictures.gi.zimbio.com

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