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"Ragazzi miei", un padre come Clive Owen

Clive Owen è un attore decisamente versatile, e da quando sfondò al cinema circa 10 anni fa ha già incontrato ruoli drammatici: ma quello in 'Ragazzi miei' è particolarmente intimo e delicato e rappresenta un'altra sfida per l'aitante attore britannico. La pellicola, diretta da Scott Hicks (regista di 'Shine') arriva al cinema venerdì.

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Owen interpreta Joe, giornalista inglese trasferitosi in Australia con la seconda moglie Katy, dalla quale ha avuto il figlioletto Artie. Quando Katy morirà improvvisamente, il mondo di Joe sarà capovolto: l'uomo deve fare da padre e madre al piccolo Artie. Ai due si aggiunge l'adolescente Harry, nato dal primo matrimonio di Joe. Un trio di uomini, immersi in età così diverse, che però sapranno ritrovare la strada verso la serenità dall'esperienza condivisa.

Clive e il regista hanno concordato subito che sarebbe stato essenziale il rapporto tra Joe e il figlio più piccolo: 'Doveva sembrare vero: per questo - ha raccontato Owen -ho instaurato un rapporto profondo con Nicholas McAnulty, alias Artie. Siamo andati allo zoo e poi al luna park, lontani dai suoi genitori. Ha avuto fiducia in me, era tranquillo anche quando dovevamo girare le scene più difficili ed emozionanti'.

In 'Ragazzi miei' il protagonista si confronta con il ruolo di padre a 360 gradi: 'L'idea di Joe - ha spiegato Clive in un'intervista - è che i genitori dicono troppi no ai propri figli, mentre dovrebbero essere più aperti e disponibili verso di loro. Io concordo pienamente'. Le figlie dell'attore, che non sempre hanno visto il padre sul grande schermo a causa di ruoli più estremi o violenti, hanno adorato 'Ragazzi miei': 'Le ho portate con me sul set, hanno conosciuto tutti. Sentono la pellicola molto vicina a loro'.

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