Quel Pardo di Delon, l'uomo più importante di Schneider
- Ufficio stampa festival
Dopo il taglio dei nastri con Charlotte Rampling il Festival di Locarno 2012 omaggia Alain Delon, alla kermesse elvetica per ritirare il Pardo d'oro alla carriera. La star europea 76enne, diretta da maestri come Luchino Visconti, Jean-Pierre Melville e Michelangelo Antonioni, confessa di non temere il tempo che incombe e il cinema che cambia.
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«La vena comica non mi è mai appartenuta: quando passava Jean-Paul Belmondo tutti ridevano, quando passavo io tutti erano seri», rivela "Faccia d'angelo", in piena forma alla sua veneranda età, a proposito della sua assenza dal genere della commedia. Delon manca dal grande schermo dal 2008, l'anno di Asterix alle olimpiadi, ma non sembra sentire la voglia di calcare di nuovo la scena cinematografica: «Non sono un amante dei film odierni», confida il divo più affascinante di Francia che ha rifiutato il ruolo in Vendicami che gli aveva offerto Johnnie To, «e non sono l'unico che la pensa così purtroppo non fanno sognare come un tempo. Ritornerò a lavorare solo se mi propongono un buon soggetto. Oggi la maggior parte degli autori scrivono per denaro».
L'emozione di Alain Delon esplode quando parla dell'amore per Romy Schneider (La principessa Sissi): «La piscina è un film che oggi non riesco più a guardare. Mi fa male». Il film gli ricorda infatti dolorosamente l'attrice, morta suicida a 43 anni nel 1982, e che lo definì "l'uomo più importante" della sua vita.
