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Promised Land di Gus Van Sant con Matt Damon, la recensione

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Tra i film in uscita il giorno di San Valentino, oltre al ritorno di Bruce Willis, c’è anche Promised Land un film diretto da Gus Van Sant ed interpretato e scritto da Matt Damon. I due sono stati regista e sceneggiatore dello splendido Will Hunting – Genio Ribelle, quindi le aspettative su questo loro nuovo lavoro sono molto alte.

Promised Land doveva essere il film d’esordio di Matt Damon sulla sedia del regista. L’attore americano, però, ha dovuto rinunciare perché impossibilitato a seguire tutte le fasi di post girato. A quel punto la scelta è caduta su un regista di assoluta qualità ed affidamento come Gus Van Sant.

Promised Land affronta la crisi economica da un punto di vista diverso dal solito. Ci mostra cosa stanno facendo le grandi multinazionali per aprirsi nuovi mercati e nuove possibilità di guadagno. Il trailer del film inizia con un commento di un giornalista di Repubblica che spiega come il film sia stato osteggiato dalle compagnie petrolifere.

Matt Damon è Steve Butler, giovane dirigente in ascesa di una compagnia petrolifera impegnato in un giro negli stati centrali degli USA per affittare appezzamenti di terra sotto i quali si trovano giacimenti di gas naturali. Gli stati centrali sono prettamente agricoli e sono quelli che maggiormente hanno patito gli effetti della crisi e della globalizzazione. Steve Butler si presenta in casa di gente con gravi difficoltà economiche e gli offre 2000$ ad ad ettaro di terreno per l’affitto. Una cifra al di sotto di quanto stabilito dalla compagnia ma molto al di sopra delle possibilità degli agricoltori.

Con lui viaggia la collega, Sue, interpretata da Frances McDormand. I due dopo una serie di successi si trovano di fronte ad un ostacolo inaspettato. Le tecniche di estrazione sono molto rischiose e se qualcosa va storto la terra è irrimediabilmente rovinata. Un particolare che Steve Butler nasconde ma che viene fuori durante una riunione con tutti i cittadini.

Da allora la situazione precipita e peggiora definitivamente con l’arrivo di un ambientalista interpretato da John Krasinski. Parallela alla storia principale ci sono anche due sotto trame. Steve Butler si invaghisce di un’insegnante del posto, la bella e brava Rosemarie DeWitt, mentre Sue è corteggiata da un commerciante.

Promised Land è un discreto film, con un livello di recitazione più che buono. Si ha, però, la sensazione che sia un’occasione mancata. La denuncia sociale non arriva fino in fondo e per questo perde forza. Da Gus Van Sant e Matt Damon ci si aspettava di più. Alla fine il giudizio è simile a quello che si dava tanto tempo fa a scuola, il film ha tante qualità ma è un po’ svogliato.

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