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Politica e cinema, a lezione con Bellocchio

Dopo la vittoria ai David di Donatello con 'Vincere' - presentato un anno fa al Festival - Marco Bellocchio torna a Cannes per una Lezione di Cinema, e di vita. Perchè il regista ha parlato anche di crisi finanziaria e di politica in Italia, dove vige una 'dittatura interna alla democrazia'.

Speciale Cannes 2010

'Gli stranieri si stupiscono della situazione italiana, eppure Silvio Berlusconi non è un usurpatore, ma è stato votato dalla maggioranza del Paese. Bisognerebbe, piuttosto riflettere sull’atteggiamento della sinistra nei suoi confronti, su questo costante attacco frontale. Se l’obiettivo era scavalcare il cavaliere il tentativo è fallito completamente' ha spiegato Bellocchio, che non ha mai nascosto le proprie tendenze politiche.

E in un francese più che disgnitoso, durante la chiacchierata con il critico francese Simon Michel Ciment, il cineasta ha commentato senza giri di parole anche il 'caso Bondi', che non è intervenuto alla manifestazione perchè indignato dal docufilm di Sabina Guzzanti: 'Non sono offeso dal fatto che il ministro Bondi non sia venuto a Cannes'.

'Ma oltre a 'Draquila' - aggiunge - al Festival c'era anche la mia lezione, il film di Luchetti e quello di Frammartino. 'Non capisco proprio questo atteggiamento. Il fatto è che chi sta al Governo pensa che il cinema sia comunista'. Parole severe anche per la sinistra, completamente assente e incapace di fronteggiare l'opposizione: 'Se il mio Vincere l'avessi chiamato Perdere la sinistra si sarebbe certamente riconosciuta'.

Il discorso poi si è ristretto in ambito cinematografico, e Bellocchio, parlando del film sulla moglie di Mussolini Ida Dalser, non ha risparmiato una frecciatina agli organizzatori del Festival: 'Ho pensato che la lezione fosse un modo per riparare ai mancati premi dell'anno scorso, perché il film - sottolinea - è andato benissimo soprattutto in Francia. Non mi aspettavo nemmeno il David di Donatello per la regia. E' stata una vera soddisfazione'. Il regista ha infine rivelato una mancata carriera da attore, accantonata perchè troppo difficile. 'La regia - scherza - fu un ripiego'.

 (foto © LaPresse)

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