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Polemiche al Tribeca Film Festival

Al Tribeca Film Festival ha suscitato numerose polemiche la confessione del regista Errol Morris, il quale ha dichiarato di aver pagato i soldati che hanno preso parte alle riprese del suo cortometraggio, Standing Operating Procedure che tratta dello scandalo degli abusi nel carcere iracheno di Abu Ghraib.

Morris, vincitore del Premio Oscar per il documentario Fog of War, sulla guerra del Vietnam ha ammesso: "Sono stato costretto a farlo; in caso contrario non avrebbero mai acconsentito ad essere intervistati".

Pagare dei soggetti per delle interviste in America è sempre stato un tabù, per quanto non si può dire che non sia una pratica utilizzata, tuttavia molto detrattori ritengono che possa intaccare la credibilità dei testimoni, i quali, per piacere di più potrebbero abbellire, o anche cambiare, la realtà dei fatti.

"In realtà è un'usanza piuttosto comune, anche se Hollywood preferisce non parlarne — ribatte Diane Weyermann, dirigente della società che ha finanziato il documentario di Morris - Pagare uomini che non hanno soldi è anche un modo per non sfruttarli".

Quest'anno al Tribeca circa il 10% delle pellicole presentate sono dedicate al mondo islamico; il festival infatti fu creato da De Niro, all'indomani dell'attacco alle Torri Gemelle nel 2001, per rilanciare la Manhattan colpita al cuore e da qul momento il Tribeca è diventato un appuntamento chiave per conoscere il cinema dell'Islam.

Come spiega il direttore artistico del festival Peter Scarlet: "I film sono l’ultima possibilità che abbiamo per capire cosa abbiamo in comune come esseri umani con i nostri presunti nemici. Il vero scopo di un festival cinematografico è aprire i nostri occhi e le nostre menti".

Il Tribeca Film Festival si concluderà il prossimo 4 maggio.


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