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Polemiche a Venezia, con "Il grande sogno" di Placido

A Venezia oggi è il giorno di Michele Placido, e di uno dei film più attesi di questa edizione del Festival: "Il grande sogno", pellicola dichiaratamente autobiografica, storia delle proteste giovanili del '68, del desiderio di cambiare il mondo e di un triangolo amoroso.

Placido furioso in conferenza stampa, guarda

Al Lido, insieme al regista, sono sbarcati i protagonisti Jasmine Trinca e Riccardo Scamarcio (unico assente Luca Argentero), che hanno partecipato all'infuocata conferenza tenutasi in mattinata. Infatti il film è passato in secondo piano quando una cronista inglese ha chiesto a Placido come mai la pellicola è stata prodotta dalla Medusa di Berlusconi. Il regista ha risposto gridando: "E con chi c... lo dovevo fare? Non so neanche chi è Berlusconi, e non lo voto".

"Ragionando così - ha proseguito - bisognerebbe censurare tutti i film italiani presentati in questa Mostra. La sua è una domanda stupida. Gli americani e gli inglesi che vi piacciono tanto invadono paesi, fanno guerre e poi fanno film sulle guerre per far vedere che sono 'buoni'. Ma che vadano a quel paese". L'insofferenza della platea si è fatta sentire anche a causa di Carlo Rossella che, seduto con il cast, ha dichiarato di aver partecipato al '68, scatenando la reazione sarcastica dei presenti.

Placido infine si è posto in disaccordo con Pier Paolo Pasolini, che riguardo gli scontri di Villa Giulia si schierò dalla parte dei poliziotti: "Io non sono d'accordo con quanto scrisse, quei ragazzi borghesi sono stati i miei primi insegnanti. Quella mattina la reazione delle forze dell'ordine fu eccessiva. La lotta serve sempre a qualcosa. Nel '68 non c'era ancora violenza, c'era grande energia".

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