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Polanski: pena più severa rispetto al '77

A quasi una settimana dall'arresto di Roman Polanski, avvenuto a Zurigo in seguito ad un abuso di minorenne risalente a circa 30 anni prima, per la prima volta parla Steve Cooley, procuratore distrettuale di Los Angeles che ha organizzato la cattura del regista.

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"Noi non stiamo perseguitando nessuno, si tratta solo di completare il corso della giustizia" dichiara Cooley, e aggiunge: "Si tratta di completare il corso della giustizia che non è completa se qualcuno fugge dalla giurisdizione della corte". Polanski continua a rifiutare l'estradizione negli Usa, dai quali fuggì nel '78: il premio Oscar ad oggi rischierebbe una condanna più severa di quella che avrebbe ottenuto nel '77.

Le ipotesi sulla condizione del regista sono tutt'altro che rosee: "Potrebbe non vedere più la luce del sole se fosse portato in giudizio oggi, ma all'epoca, gli atteggiamenti erano un po' più rilassati" dice Stan Goldman, professore alla Scuola di legge Loyola di Los Angeles. Secondo una portavoce dell'agenzia che gestisce le prigioni californiane, se Polanski fosse condannato alla reclusione, non otterrebbe la libertà condizionata prima di due anni.

Sulla vicenda si è espresso anche l'ex attore Arnold Schwarzenegger, oggi governatore della California, stato in cui Polanski compì il reato: "Non importa se si tratti di Roman Polanski o chiunque altro, credo che queste cose debba essere trattate sempre allo stato modo, non importa se si tratta di un grande regista".

Foto da filmreference.com

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