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Placido: 'Vallanzasca? In Parlamento c'è di peggio'

Affascinante, convinto e soprattutto senza peli sulla lingua. Michele Placido è sbarcato in queste ore al Lido per il Festival del Cinema col suo Vallanzasca fuori concorso.

Il red carpet di Vallanzasca - Foto

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Banale sottolinearlo: le polemiche si son subito animate. Innanzitutto, il gelo al termine della proiezione del film Vallanzasca - Gli angeli del male (protagonista Kim Rossi Stuart) - nelle sale a partire da dicembre - poi la prima dichiarazione di Placido: 'Ci sono persone che siedono in Parlamento che hanno fatto peggio di Vallanzasca. Comunque prima di fare questo film mi sono posto il problema perché sono stato prima in un collegio di preti e poi ho fatto il poliziotto'.

Le immagini della conferenza stampa di Vallanzasca - Gli angeli del male

In conferenza si susseguono le domande, e il regista spiega l'intento del suo lavoro: 'Attraversare anche il male che è in noi. Negli anni '70 Vallanzasca è stato un mito, perché aveva quella simpatia che ho messo nel mio film, quella leggerezza che spiazza. Poi, certo, è un criminale, e il film vuol fare proprio questo: indagare il suo mistero. Lui comunque si è assunto la responsabilità di tutti i delitti anche se sappiamo non sempre vera. Non ha mai sparato su persone inermi, non si è mai arricchito, non ha un soldo in banca'.

A chi gli chiede perché sentisse il bisogno di raccontare la storia del bandito più famoso del dopoguerra italiano, Placido ricorda che 'Vallanzasca non è un angelo, lo abbiamo attraversato. Non lo vogliamo assolvere. Abbiamo solo voluto vedere il male e lui ce lo ha permesso'. E sulle major italiane, 'voglio ringraziare la Fox e i francesi che hanno creduto in questo film, mentre né la Rai né Medusa ha voluto produrlo'.

Ma le critiche entrano nel vivo quando, a far sentire la propria voce, arrivano i familiari delle vittime cadute proprio per mano di Vallanzasca. 'Non è il sentimento di vendetta, ma solo il desiderio di giustizia. Necessario e fondamentale il recupero previsto dal nostro ordinamento penitenziario per quanti hanno sbagliato, tuttavia il passato non si può e non si deve cancellare. I mass media hanno il grande potere di veicolare messaggi positivi ai nostri giovane. E se è vero che rappresentare vite sbagliate, come dice qualcuno, può avere una funzione educativa, riteniamo che le trasposizioni cinematografiche o letterarie che narrano le gesta di criminali, protagonisti di fatti di cronaca, edulcorate da dialoghi romanzati, dalla presenza di attori conosciuti e dalle ambientazioni studiate ad arte, costituiscano una pericolosa tentazione all'emulazione per soggetti particolarmente fragili o non ancora maturi'.

La risposta di Placido? 'Il cinema è libero e in altri paesi più che da noi. Faccio solo un caso: il film su Jacques Mesrin, il nemico pubblico n.1 in Francia, finanziato addirittura dal ministero. Noi siamo condizionati da un certo moralismo - ha concluso davanti ai giornalisti - però che dire, abbiamo fatto anche una fiction sul Capo dei capi, Riina, e Gomorra dal libro di Saviano. Noi abbiamo rifiutato per questo il concorso a Venezia: tutti avrebbero protestato'.

E non è mancato infine il commento di Antonella D'Agostino, moglie di Renè: 'Film bellissimo, straordinario. Ringrazio Michele. Quello che si vede è tutto vero anche se Vallanzasca nel film appare più duro di quello che è nella vita reale'.

(foto © LaPresse)

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