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Placido: "Querelo il ministro Brunetta"

Prosegue la polemicha tra il regista Michele Placido e il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta: in un clima già teso a causa dei tagli al Fus, Brunetta spara a zero su Placido e sul mondo dello spettacolo in Italia. Placido, dal canto suo, decide di querelarlo.

Brunetta: "Registi parassiti", guarda

Tutto ha avuto inizio a Venezia, quando l'autore di "Il grande sogno" aveva dichiarato in conferenza che, nonostante dietro la produzione del suo film vi fosse la Medusa, lui non sapeva chi fosse Berlusconi e non lo aveva mai votato. La risposta del ministro non si è fatta attendere: "Questo è un pezzo di Italia molto rappresentata, molto “placida” e questa Italia è leggermente schifosa".

Guarda Michele Placido in conferenza a Venezia

Infuriato, Placido ha inviato una lettera aperta a Brunetta, che recita così: "Ha sbagliato persona, per questo la denuncio. Questo signore che lei chiama Placido, leggermente schifoso, lavora per il comune di Roma, Teatro Tor Bellamonaca, gratis da cinque anni e gratis ha creato un teatro in Calabria. I miei ultimi tre film di sovvenzioni non ne hanno avute e hanno incassato 14 milioni di euro. Non voglio dilungarmi sulla mia carriera come attore con lavori con Monicelli, Rosi, Tornatore, Albertazzi, Strehler, Ronconi: fannulloni anche loro?".

"In Francia - prosegue la lettera - sarei un pezzo della cultura francese, qui sono un pezzo come ha detto lei leggermente schifoso. La denuncio per questo, ma forse vengo ingiuriato perché non ho mai votato per Berlusconi? Ho sempre cercato di servire lo Stato pensando che cinema e teatro hanno una funzione civile importante. La denuncio - conclude - perché offende il mio nome, la mia dignità e non distingue come non ha distinto 40 anni di lavoro".

A schierarsi con Brunetta è un collega, il ministro ministro per i Beni culturali Sandro Bondi: "Brunetta - ha dichiarato, come riporta Il Giornale - è stato denunciato solo per aver espresso liberamente ciò che pensa la maggioranza silenziosa degli italiani e ciò che penso anche io". A sostenere il regista sono stati in tanti, dal Pd all'Udc di Pier Ferdinando Casini, che ha detto "Si informi sulla carriera di Placido". E ancora il presidente del Veneto Giancarlo Galan, il regista Carlo Lizzani,e l’Associazione Centoautori capitanata da Andrea Purgatori.

La polemica, c'è da scommettersi, finirà in tribunale. Intanto a Brunetta l'ultima battuta, dal programma radio su Rtl 102,5: "Lo Stato deve finanziare la cultura, ma mescolare cultura e spettacolo è un imbroglio, dunque io dico: non diamo un euro ai film, si arrangino. Lo Stato ha il dovere di finanziare la cultura che vuol dire varie cose, dalle biblioteche ai restauri. Altra cosa però è lo spettacolo".

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