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Panahi condannato a sei anni di carcere

Non ce c'è pace per Jafar Panahi: il regista iraniano è stato condannato a sei anni di carcere e non gli sarà permesso di girare film o lasciare il paese per i prossimi 20 anni. La sentenza è giunta dalla 26ma sezione del Tribunale Islamico di Teheran.

Arrestato lo scorso marzo nella propria abitazione perchè aperto sostenitore di Mir Hossein Moussavi nella campagna presidenziale dello scorso anno - e rilasciato dopo quasi tre mesi - il caso del regista Leone d'Oro a Venezia per il film 'Il Cerchio' ha richiamato l'attenzione di tutto il mondo, a partire da quello dello spettacolo. Panahi per di più era atteso allo scorso Festival di Cannes in giuria: i colleghi giurati lasciarono al loro tavolo una simbolica sedia vuota, e il suo caso provocò le lacrime di Juliette Binoche in conferenza stampa.

Ad oggi giunge la notizia che il cineasta è ancora nel mirino della legge, perchè considerato 'sovversivo': nella severa sentenza si legge che Panahi è stato condannato cinque anni di reclusione poichè aveva partecipato ad un'organizzazione illegale 'a scopo di sovvertire lo Stato' e a un altro anno per 'attività di propaganda lesive dell'immagine della Repubblica Islamica'.

La decisione del Tribunale può essere considerata una vera e propria soppressione di pensiero, tanto che Articolo 21 - Associazione per la difesa della libera informazione - si è prontamente attivata richiedendo il ritiro della sentenza: 'Il vero obiettivo di questo gesto è di impedire agli altri registi di esprimere liberamente le loro idee e le loro opinioni attraverso il cinema. Una forma di censura preventiva' ha dichiarato il giornalista iraniano Ahmad Rafat sul sito dell'associazione.

 (foto©La Presse)

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