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Ozon presenta a Roma "Ricky - Una storia d’amore e di libertà"

Un film che prende spunto dalla dura realtà con una buona dose di fantasia, quello di François Ozon dal titolo "Ricky - Una storia d'amore e di libertà": il regista francese di "Otto donne e un mistero" ieri ha presentato la pellicola, da venerdì nelle sale, in conferenza a Roma.

Il regista usa la metafora della diversità per parlare di famiglia, delle difficoltà economiche che possono derivare dalla nascita di un figlio (il piccolo Arthur Peyret), un bambino tra l'altro diverso, al quale col tempo crescono le ali. E alla fine del film sarà proprio la sua particolarità a salvare coloro che gli stanno attorno. "La diversità - spiega il regista - può diventare, alla fine, una fonte di ricchezza. Inquadro un evento straordinario che cambia la famiglia, arricchendola: è l'immaginazione che ci fa sopravvivere".

La pellicola è tratta dal libro di Rose Tremain "Moth - Falena", in cui una coppia di operai in una fabbrica di prodotti chimici con scarse risorse economiche e con un figlio a carico, ne hanno un secondo che nasce con ali di pollo sulla schiena. La madre però lo accetta come una persona normale e lo protegge dal mondo esterno.

"Un bambino - spiega Ozon - non è per forza felicità, ha anche un lato mostruoso, che evidenzio con la metamorfosi da brutto anatroccolo ad angelo. La maternità non è solo rosa e fiori". Il regista paragona "Ricky - Una storia d’amore e di libertà" alle favole dei fratelli Grimm, come Hansel e Gretel e Pollicino. "Anche lì tutto inizia in maniera cupa - conclude - e poi alla fine arriva il fantastico a salvare il tutto".

Foto da Megamodo.com

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