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Oscar 2016, l’Italia fuori dalla corsa: escluso “Non essere cattivo” di Claudio Caligari

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Non ce l’ha fatta il film postumo di Claudio Caligari “Non essere cattivo” prodotto da Valerio Mastandrea a superare la selezione per concorrere all’Oscar come miglior film straniero nella cerimonia hollywoodiana che si svolgerà a Los Angeles a febbraio.

Oscar 2016, 'Non essere cattivo' di Claudio Caligari il candidato per l’Italia

Il film infatti, dopo essere stato scelto per rappresentare l’Italia alla cerimonia degli Oscar 2016 spuntandola per un solo voto sul morettiano “Mia Madre”, non ha passato la selezione facendo sfumare i sogni di gloria di chi vedeva già proiettato oltreoceano il sogno di questa piccola ma grande pellicola.

Uscito nelle sale l’8 settembre dopo aver partecipato fuori concorso alla Mostra del cinema di Venezia 2015, il film di Caligari è ambientato nella Ostia degli anni ’90 in un contesto post-pasoliniano in cui i protagonisti giocano e soccombono alla vita di periferia.

Ultimo film del regista deceduto poco prima della chiusura della pellicola, colui che aveva concluso la trilogia iniziata con “Amore tossico” e “L'odore della notte”, “Non essere cattivo” era stato presentato a Los Angeles dallo stesso Valerio Mastandrea che per quanto speranzoso, si era dimostrato consapevole della difficoltà di arrivare alla cinquina finale.

(Guarda il trailer di "Non essere cattivo" di Claudio Caligari)

“Siamo come una piccola squadretta di provincia che all'improvviso si trova a giocare la Champions League – aveva dichiarato l'attore - e quello che posso assicurare è che non giocheremo per difenderci, ma con una formazione molto offensiva, un bel quattro-quattro-tre che ci permetta di provare a fare la nostra partita e imporre il nostro gioco. Proveremo davvero a fare del nostro meglio per onorare questo straordinario privilegio che ci è stato dato”.

Dunque corsa conclusa per l’Italia e “Non essere cattivo” alla competizione degli Oscar 2016 che invece continua per altre nove pellicola: “Dio esiste e vive a Bruxelles” (Belgio), di Jaco Van Dormael, “Embrace the Serpent” (Colombia) di Ciro Guerra, “A War” (Danimarca) di Tobias Lindholm, “The Fencer” (Finlandia) di Klaus Haro, “Mustang” (Francia) di Deniz Gamze Erguven, “Il labirinto del silenzio” (Germania) dell’italo-tedesco Giulio Ricciarelli, “Il figlio di Saul” (Ungheria) di Laszlo Nemes, “Viva” (Irlanda) di Paddy Breathnach e “Theeb” (Giordania) di Naju Abu Nowar.

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