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Oscar 2014: 76 i titoli in corsa per la cinquina del "Miglior film straniero"

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di Marta Gasparroni

Oscar 2014: quest’anno sono 76 i film in gara per la notte stellata più attesa da cinefili e makers.

Cadeva il primo ottobre l’ultima data utile per la consegna del film scelto, accuratamente selezionato dal Paese di origine per rappresentarsi al mondo cinematografico.

Rispetto allo scorso 2013, il numero delle pellicole aumenta di 5 titoli e già i più si preparano a riti scaramantici, congetture e previsioni. D’altro canto, come è facile supporre, non mancano critiche e forti polemiche.

Tra i nuovi ingressi si segnala l’Arabia Saudita che concorre per la prima volta alla lotta per la statuetta, partecipando con il suo La bicicletta verde, forte pellicola che si riallaccia al modello italiano per parlare di emancipazione e libertà in un mondo di dure leggi e altissimi livelli di povertà.

Dopo circa cinquant’anni di assenza torna alla ribalta anche il Pakistan con Zinda Bhaag, acclamato da critica e pubblico alla première di Toronto lo scorso agosto.

Molti, infatti, sono i titoli che già hanno collezionato piccoli grandi riconoscimenti in giro per i festival tra Venezia, Cannes, Locarno, Berlino e Sundance.

A tal proposito, Le Passé, co-produzione franco-iraniana di Asghar Farhadi, uscito da Cannes lateralmente, si ripresenta alla porta d’ingresso principale presenziando ufficialmente con la propria bandiera, nonostante ci sia un unico interprete completamente iraniano all’interno di una pellicola che, a detta di molti, di francese ha perfino troppo.

Si solleva un polverone di contestazioni anche sull’India che, al posto dell’atteso The Lunchbox di Ritesh Batra, acclamato a Cannes 2013, sceglie The Good Road di Gyan Correa, finendo per mettere in discussione le capacità selettive della commissione stessa, la Film Federation of India.

Del resto, la strada agli Oscar è sempre problematica, lunga e impervia per tutti i concorrenti e le regole cambiano perfino all’interno del rigido mondo degli Academy.

I membri dei comitati saranno chiamati a selezionare una shortlist di titoli e ognuno voterà i film del proprio gruppo. Tra questi, i sei con punteggio più alto saranno in corsa. Successivamente, un comitato esecutivo selezionerà, a porte chiuse, tre ulteriori titoli, favorendo i più meritevoli.

Solo il 16 gennaio sarà resa pubblica la cinquina ufficiale. La novità di quest’anno risiede però altrove. Per la prima volta nella storia della statuetta d’oro, il film vincitore sarà decretato dall’intero corpo dell’Academy che conta 6000 membri all’attivo.

Noi, personalmente, tiferemo Sorrentino.

Ecco la lista dei 76 titoli in corsa per la cinquina del Miglior film straniero:

  • Albania: Agon - Robert Budina
  • Arabia Saudita: La bicicletta verde - Haifaa al-Mansour
  • Argentina: Wakolda - L’angelo del male - Lucía Puenzo
  • Australia: The Rocket - Kim Mordaunt
  • Austria:The Wall - Julian Polsler
  • Azerbaigian: Steppe Man - Shamil Aliyev
  • Bangladesh: Television - Mostofa Sarwar Farooki
  • Belgio: The Broken Circle Breakdown - Felix van Groeningen
  • Bosnia-Erzegovina: An Episode in the Life of an Iron Picker - Danis Tanović
  • Brasile: Neighbouring Sounds - Kleber Mendonça Filho
  • Bulgaria: The Colour of the Chameleon - Emil Hristov
  • Cambogia: The Missing Picture - Rithy Panh
  • Canada: Gabrielle - Louise Archambault
  • Ciad: Grigris - Mahamat-Saleh Haroun
  • Cile: Gloria - Sebastian Lelio
  • Cina: Back to 1942 - Feng Xiaogang
  • Colombia: La Playa DC - Juan Andrés Arango
  • Corea del sud: Juvenile Offender - Kang Yi-kwan
  • Croazia: Halima’s Path - Arsen Anton Ostojić
  • Danimarca: Il sospetto - Thomas Vinterberg
  • Ecuador: The Porcelain Horse - Javier Andrade
  • Egitto: Winter of Discontent - Ibrahim El- Batout
  • Estonia: Free Range - Veiko Õunpuu
  • Filippine: Transit - Hannah Espia
  • Finlandia:Disciple - Ulrika Bengts
  • Francia: Renoir - Gilles Bourdos
  • Georgia: In Bloom - Nana Ekvtimishvili e Simon Groß
  • Germania: Two Lives - Georg Maas
  • Grecia: Boy Eating The Bird’s Food - Ektoras Lygizos
  • Hong Kong: The Grandmaster - Wong Kar-wai
  • India: The Good Road - Gyan Correa
  • Indonesia: Sang Kiai - Rako Prijanto
  • Inghilterra: Metro Manila - Sean Ellis
  • Iran: Il passato - Asghar Farhadi
  • Islanda: Of Horses and Men - Benedikt Erlingsson
  • Israele: Bethlehem - Yuval Adler
  • Italia: La grande bellezza - Paolo Sorrentino
  • Giappone: The Great Passage - Yuya Ishii
  • Kazakistan: The Old Man - Ermek Tursunov
  • Latvia: Mother I Love You - Janis Nords
  • Libano: Ghadi - Amin Dora
  • Lituania: Conversations of Serious Topics - Giedrė Beinoriūtė
  • Lussemburgo: Blind Spot - Christophe Wagner
  • Messico: Heli - Amat Escalante
  • Montenegro: Bad Destiny - Draško Đurović
  • Marocco: God’s Horses - Nabil Ayouch
  • Moldavia: All God’s Children - Adrian Popovici
  • Nepal: Soongava: Dance of the Orchids - Subarna Thapa
  • I Am Yours - Iram Haq
  • Nuova Zelanda: White Lies - Dana Rotberg
  • Olanda: Borgman - Alex van Warmerdam
  • Pakistan:Zinda Bhaag - Meenu Gaur e Farjad Nabi
  • Palestina: Omar - Hany Abu-Assad
  • Perù: The Cleaner - Adrian Saba
  • Polonia: Walesa - Andrzej Wajda
  • Portogallo: Lines of Wellington - Valeria Sarmiento
  • Repubblica Ceca: Burning Bush - Agnieszka Holland
  • Repubblica Dominicana: Who’s The Boss? - Ronni Castillo
  • Romania: Il caso Kerenes - Calin Peter Netzer
  • Russia: Stalingrad - Fedor Bondarchuk
  • Serbia: Circles - Srdan Golubovic
  • Singapore: Ilo Ilo - Anthony Chen
  • Slovacchia: My Dog Killer - Mira Fornay
  • Slovenia:Class Enemy - Rok Biček
  • Spagna: 15 Years Plus a Day - Gracia Querejeta
  • Sud Africa: Four Corners - Ian Gabriel
  • Svezia: Eat Sleep Die - Gabriela Pichler
  • Svizzera: Un mondo in pericolo - Markus Imhoof
  • Taiwan: Soul - Chung Mong-Hong
  • Thailandia: Countdown - Nattawut Poonpiriya
  • Turchia: The Butterfly’s Dream - Yılmaz Erdoğan
  • Ucraina:Paradjanov - Serge Avedikian e Olena Fetisova
  • Ungheria: The Notebook - Janosz Szasz
  • Uruguay: Anina - Alfredo Soderguit
  • Venezuela: Breach in the Silence - Luis Rodríguez e Andrés Rodríguez

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