Excite

Oscar 2011, dietro l'innovazione trionfa la tradizione

 di Marta Marrucco

Un'83esima edizione degli Oscar a cavallo fra tradizione e innovazione: vincitore dei premi principali 'Il discorso del re' di Tom Hooper, in una serata guidata dai più giovani presentatori mai saliti sul palco del Kodak Theatre, Anne Hathaway e James Franco.

Guarda le foto della magica notte degli Oscar 2011

Le quattro statuette conferite alla storia di re Giorgio VI, in particolare quelle come miglior film e miglior regia , sono la dimostrazione che le pellicole storiche - o se vogliamo classiche - all'Academy piacciono sempre, e più delle altre. Senza nulla togliere però all'enfant prodige inglese, che con i sapienti movimenti di camera fra le scintillanti pareti del palazzo reale ha dimostrato di saperci fare, e che questo per lui potrebbe essere solo l'inizio.

Scopri i vincitori degli Oscar 2011

Il successo del film è da attribuire anche alle impeccabili prove dei tre attori principali: se Colin Firth è riuscito senza troppe sorprese ad accaparrarsi la statuetta, così non è stato purtroppo per Helena Bonham Carter e Geoffrey Rush, battuti dai colleghi Melissa Leo e Christian Bale in 'The Fighter': quest'ultimo film a quanto pare basato su ottimi caratteristi più che sul resto.

L'originalità non è dunque la qualità giusta se si vuole ottenere un Oscar: lo ha imparato a sue spese David Fincher, che ha dovuto accontentarsi di premi di minor conto per il suo 'The Social Network': la pellicola, superba dai dialoghi alla fotografia, dalla colonna sonora fino al protagonista Jesse Eisenberg, traccia il ritratto di una generazione che intreccia rapporti sociali virtuali, insomma l'inizio della fine, o in qualunque modo si voglia definire il passaggio in una nuova era.

Per Fincher qualcuno sperava almeno nel riconoscimento come miglior regista, ma nulla di fatto, il re batte il nerd. Sottovalutato, malgrado i quattro Oscar tecnici, anche 'Inception' di Christopher Nolan che ha conquistato critica e botteghino: il regista continua la scalata ad Hollywood e si appresta a diventare il nuovo Spielberg, ma la sceneggiatura ad incastro e i grandi effetti speciali ricostruiti in studio non hanno conquistato i giurati, tantomeno l'inquietante 'Il cigno nero': un pugno allo stomaco nella miglior accezione, capace di condurre per mano lo spettatore negli inferi di una mente in preda alla follia. Ma Natalie Portman, intensa come non mai, è riuscita a conquistare di diritto la sua prima statuetta come protagonista.

Peccato anche per film quali 'Un gelido inverno', meraviglioso e desolante affresco della profonda America, così come il western dei fratelli Coen 'Il Grinta', che ha saputo rispolverare un genere ormai accantonato tra gli scaffali del grande cinema. Niente di fatto nemmeno per l'avventura di James Franco in '127 ore': se due anni fa Danny Boyle tornava a casa con il pieno di Oscar grazie a 'The Millionaire', stavolta si è limitato ad applaudire il suo 'pupillo' sul palco.

E a proposito di Franco, lui e la Hathaway hanno certamente 'svecchiato' la cerimonia ma senza strafare: i due attori si sono dimostrati emozianati ma capaci, umili di fronte ai colleghi più navigati che man mano salivano sul palco. Messi da parte balletti e coreografie strabilianti, la coppia ha puntato sulla discrezione, fatta eccezione di qualche brevissimo sketch.

C'è da chiedersi se il non voler esagerare è stato dettato dal timore di apparire troppo 'frivoli' o dai paletti imposti, quasi come due bimbi che cercano di non fare troppo baccano. Perchè gli anni passano ma malgrado il look più innovativo, l'Academy ha sempre l'aria di una signora anziana e arcigna che con il sopracciglio inarcato sussurra: 'L'Oscar si consegna a chi dico io'.

 (foto©La Presse)

Italia - Excite Network Copyright ©1995 - 2017