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Oscar 2011, corsa alla statuetta tra i migliori protagonisti

Un re balbuziente, un cowboy orbo, un giovane nerd milionario, un uomo che sa che presto dovrà affrontare la morte e un aplinista costretto ad amputarsi un braccio per sopravvivere. Questi i ruoli che hanno valso a cinque talentuosi attori la candidatura come miglior protagonista agli Oscar 2011.

A undici giorni dalla cerimonia, il più quotato è certamente Colin Firth: già candidato nel 2010 con 'A single man', quest'anno l'interprete britannico ci riprova con 'Il discorso del re'. Il film, che ha fatto incetta di premi cinematografici, è incentrato sulla vicenda personale di re Giorgio VI d'Inghilterra e del percorso verso l'accettazione del ruolo di sovrano. Già ottenuti Golden Globe e BAFTA Award tra i vari riconoscimenti, a Firth manca solo l'ultima e più importante statuetta.

A brillare luminosa in quest'ultima stagione cinematografica è stata la stella di Jesse Eisenberg, lanciato definitivamente nel firmamento hollywoodiano da David Fincher con il suo 'The Social Network'. L'espressione impassibile che riesce a comunicare alla perfezione i diversi stati d'animo nel corso del film fa di Eisenberg - nel ruolo di Mark Zuckerberg, creatore di Facebook - uno degli attori più promettenti della nuova generazione e certamente degno di far parte della cinquina.

Vincitore lo scorso anno grazie a 'Crazy Heart', il leone Jeff Bridges è stato candidato anche quest'anno all'Oscar grazie al film dei fratelli Coen 'Il grinta'. La benda sull'occhio, la voce (ancora più) roca e l'andatura vacillante di chi è dedito all'alcol fanno dell'interpretazione di Bridges un'altra pietra miliare nella sua carriera: i panni dello sceriffo assoldato da una quattordicenne per trovare l'assasino del padre potrebbe portare una seconda statuetta a distanza di un anno. Tom Hanks docet.

E fu proprio un altro splendido film dei fratelli Coen, 'Non è un paese per vecchi', a valere il primo Oscar a Javier Bardem, che torna alla carica con l'intenso 'Biutiful' di Alejandro Gonzales Inarritu. La storia di un uomo ai margini della società che scopre di avere un cancro e cerca di assicurare un avvenire ai propri figli ha commosso anche la giuria di Cannes, tanto che Bardem ottenne la Palma d'oro come miglior attore.

Giovani talenti crescono: è il caso di James Franco, che ne ha fatta di strada da quando interpretava la spalla di Tobey Maguire nella saga di Spider Man. Il nuovo James Dean porta a casa la sua prima nomination con il film di Danny Boyle '127 ore', ispirata alla vera drammatica vicenda dell'alpinista americano Aron Ralston. Franco avrà anche l'onore di presentare la serata degli Oscar assieme ad Anne Hathaway. Non si può avere tutto e subito...o sì?

 (foto©La Presse)

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