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"Noi credevamo", il risorgimento al Lido

Un filmone da tre ore e venti, quello di Mario Martone 'Noi credevamo', presentato oggi al Festival di Venezia. Una pellicola risorgimentale, che esplora il lato più ingenuo ma anche più oscuro di quel periodo storico.

Come da titolo, il film parte da un'ideologia, quella abbracciata da tre ragazzi del sud Italia: Domenico, Angelo e Salvatore. Dopo aver assistito allo sterminio delle loro famiglie per mano dei moti borbonici del 1828, i tre decidono di unirsi alla Giovine Italia di Giuseppe Mazzini. Ad accompagnare Martone al Lido l'intero cast, da Luigi Lo Cascio a Luca Zingaretti.

'L'idea era di fare un film storico, che non guardasse all'attualità ma inducesse lo spettatore a farlo' ha spiegato il regista in conferenza. 'I contenuti derivano dalle lettere dei personaggi storici. Il film vuole mettere il pubblico in condizione di creare un legame con il presente. Noi non strizziamo l'occhio all'attualità, e lo dimostra il fatto che gli attori hanno lavorato parecchio per riuscire ad usare bene il linguaggio dell'ottocento'.

Avendo ambientato diverse scene del film nel salernitano, Martone ha ricordato anche il sindaco di Pollica Angelo Vassallo, ucciso due giorni fa: 'È stato per me un brutto colpo. Vassallo ha dato un importante contributo al film. Abbiamo girato molte scene nel comune di Pollica. Il Cilento non era ancora stato toccato da quel tipo di violenza che affligge il Sud. Non possiamo più stare fermi a guardare'.

Attenzione anche verso il documentario 'I'm still here' incentrato sull'attore Joaquin Phoenix: realizzato dal cognato Casey Affleck (fratello di Ben), la pellicole vuole mostrare la trasformazione del candidato Oscar da celebre interprete a uomo trasandato e aspirante rapper. In molti hanno pensato però ad una bufala per attirare attenzione, poichè Phoenix si è presentato a Venezia più in forma che mai.

Foto da La Presse

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