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Negli anni '30 e '40 Hollywood pagava gli attori per fumare

Se si pensa ai film degli anni '30 e '40 è probabile che la prima immagine che venga alla mente è quella di uno dei grandi attori del tempo, rigorosamente in bianco e nero, alle prese con una sigaretta. Si viene a sapere adesso che la costante presenza delle sigarette nei grandi film hollywoodiani non era determinata tanto da esigenze di copione, piuttosto da esigenze pubblicitarie. Le grandi star del cinema, infatti, sembra ricevessero lauti compensi per fumare nei film e promuovere così il tabacco.

A renderlo noto la lega americana anti-fumo Tobacco Control che, grazie all'aiuto di alcuni ricercatori dell'Università della California, è riuscita a trovare e rendere noti i contratti e i relativi compensi percepiti dai più importanti attori dell'epoca.

Tra gli attori più pagati figurano Gary Cooper, Joan Crawford, Clark Gable, Myrna Loy, Spencer Tracy; mentre la marca che all'epoca ha sborsato di più per promuovere il fumo nelle grandi pellicole hollywoodiane sembra essere la Lucky Strike. Tra il 1937 e il 1938 avrebbe tirato fuori ben tre milioni e duecentomila dollari.

Oggi la situazione è completamente cambiata. La Disney ha addirittura promosso un codice di autoregolamentazione, in base al quale in nessun suo film ci saranno più attori alle prese con una sigaretta. E la Philip Morris ha promosso una campagna pubblicitaria per evitare che le sue sigarette vengano utilizzate nei film.

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