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Mussolini: "Giudice, lei è un'idiota"

Era stato presentato allo scorso Festival di Venezia, e l'onorevole Alessandra Mussolini aveva giurato di intentare una causa per la frase pronunciata da un personaggio: si tratta del film "Francesca" del regista Bobby Paunescu, che sarà nelle sale dal prossimo 27 novembre.

E' fallito, dunque, il tentativo della Mussolini di impedire l'uscita della pellicola nei cinema italiani. Il giudice Luciana Sangiovanni del Tribunale Civile di Roma ha respinto la sua richiesta: l'onorevole dei Pdl non aveva mandato giù la battuta del film che recita "Alessandra Mussolini è una troia che vuole ammazzare tutti i romeni".

Il celebre temperamento irrequieto e spesso smodato del politico ne ha provocato la prevedibile reazione: "Caro giudice Luciana Sangiovanni, - dichiara la Mussolini - lei è un'idiota e Le chiederò i danni, poiché le Sue sentenze non sono mai azzeccate, invito gli altri giudici a prendela a legnate. Il provvedimento con cui è stata rigettata la mia richiesta di impedire la circolazione di un film in cui mi si rivolgono frasi ingiuriose, oltre ad essere lesivo dei miei diritti come persona e come parlamentare, è di una pericolosità sociale senza precedenti".

"Ho sempre saputo che il diritto di critica, in questo Paese, possa essere liberamente esercitato, ma con dei limiti, che sono quelli di non diffamare qualcuno. Da oggi invece, secondo la sentenza del giudice Luciana Sangiovanni, chiunque sarà libero di insultare qualcun'altro, purché lo faccia in versi o in una qualsiasi opera d'ingegno" conclude.

A tal proposito è intervenuto anche Domenico Procacci, che distribuisce "Francesca" con la Fandango: "Non c'era da parte del regista Bobby Paunescu, né da parte della Fandango che lo distribuisce intenzione di insultare nessuno, vorrei ribadirlo oggi che il giudice ha rigettato il ricorso dell'onorevole Alessandra Mussolini. Quello che scrive il giudice - aggiunge - è giusto: 'la frase incriminata è priva di autonoma valenza offensiva se contestualizzata'".

Barbara Saltamartini, responsabile delle Pari opportunità del Pdl, parla addirittura di "una fetta di 'cultura' che nell'insulto volgare alle donne del Pdl trova la sua unica capacità espressiva". In seguito alla decisione del giudice, la deputata invita il pubblico a boicottare il film.

Foto da timesonline.typepad.com

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